Una decisione che ha già scatenato reazioni critiche tra i milioni di appassionati di Fortnite. Epic Games, lo sviluppatore dietro uno dei fenomeni videoludici più rilevanti dell'ultimo decennio, ha annunciato tramite i canali ufficiali una rimodulazione dei V-Bucks, la moneta digitale utilizzata sulla piattaforma. L'azienda ha motivato il cambio con l'incremento considerevole delle spese necessarie a mantenere operativo il servizio: «I costi di gestione della piattaforma sono cresciuti significativamente e abbiamo la necessità di adeguare i prezzi per continuare a coprire tali esigenze», si legge nella comunicazione ufficiale.
Fortnite, lanciato nel 2017 come titolo survival cooperativo, si è progressivamente affermato come uno dei battle royale più influenti nel panorama gaming mondiale. Nel corso degli anni il titolo ha subito una continua evoluzione, ampliando le proprie modalità di gioco con innovazioni rilevanti: nel dicembre 2023 il passaggio dal Capitolo 4 al Capitolo 5 ha introdotto esperienze completamente nuove come LEGO Fortnite, Rocket Racing e Fortnite Festival. Il gioco rimane gratuito nella sua forma base, accessibile su PC, console principali (PlayStation 4/5, Xbox, Nintendo Switch), dispositivi mobili e tramite cloud gaming. Il modello economico si basa sulla vendita di contenuti cosmetici acquistabili esclusivamente con V-Bucks: skin, emote e altri elementi estetici che rappresentano un mercato che genera miliardi di ricavi annuali.
La svalutazione riguarderà trasversalmente tutti gli abbonamenti e i pacchetti acquistabili. Alcuni esempi concreti: il Fortnite Crew, che forniva 1.000 V-Bucks mensili, scenderà a 800; il Pass Battaglia subirà la medesima contrazione; Music Pass e LEGO Pass passeranno da 1.400 a 1.200 unità. Particolarmente significativo il caso dell'Exact Amount Pack, pensato per acquisti mirati, che aumenterà il prezzo minimo da 0,50 a 0,99 euro. I pacchetti da 8,99 euro, che oggi includono 1.000 V-Bucks, domani ne offriranno soltanto 800, mentre quelli da 22,99 euro vedranno una contrazione proporzionale.
La comunicazione di Epic Games ha generato immediata disapprovazione nella comunità di giocatori, che interpreta la mossa come un aumento celato dei prezzi. Molti criticano la strategia di mantenere nominalmente invariati i costi degli abbonamenti mentre riduce effettivamente il valore ricevuto, ottenendo così il medesimo risultato economico di una maggiorazione tariffaria diretta, ma con una percezione meno trasparente verso l'utenza. Per una società che conta centinaia di milioni di giocatori attivi mensili, ogni variazione percentuale sui V-Bucks si traduce in significativi incrementi di fatturato complessivo, alimentando il dibattito sulla sostenibilità economica versus le aspettative di equità della base utenti.