La situazione del rischio idrogeologico in Italia continua a destare preoccupazione crescente tra gli esperti. Pino Bicchielli, durante un importante incontro svoltosi mercoledì 11 marzo a Roma con i vertici di Ispra, Protezione civile e dell'Associazione costruttori edili nazionali, ha ribadito la necessità di invertire il paradigma degli interventi pubblici: passare da una logica principalmente emergenziale a una strategia preventiva strutturata.

I numeri dipingono un quadro allarmante. Secondo i dati dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, ben il 95% dei comuni sparsi lungo la penisola risulta esposto a pericoli di tipo idrogeologico. Ancora più preoccupante è il dato sulla popolazione: circa 40% degli italiani risiede attualmente in zone classificate come a rischio medio-alto, mentre almeno sei milioni di persone abitano in aree particolarmente vulnerabili ai fenomeni franosi.

«In uno scenario del genere, non è più possibile pensare di agire solo quando le catastrofi si manifestano», ha sottolineato Bicchielli durante i lavori. «La prevenzione rappresenta sia l'opzione più efficace dal punto di vista della capacità di proteggere il territorio, sia quella più razionale da una prospettiva di sostenibilità finanziaria». Lo Stato attualmente destina circa tre miliardi di euro complessivamente a questo ambito, una cifra che secondo i rappresentanti del settore rimane insufficiente se non opportunamente indirizzata verso azioni preventive.

Dall'incontro romano è emersa la necessità di adottare rapidamente una normativa che snellisca i procedimenti amministrativi, rimuovendo gli ostacoli burocratici che rallentano la realizzazione di interventi di messa in sicurezza. Semplificare i passaggi autorizzativi potrebbe accelerare significativamente la capacità d'azione, permettendo di proteggere con tempestività i territori maggiormente esposti.

L'appuntamento odierno rappresenta un passo nella direzione del coordinamento tra istituzioni pubbliche e mondo della costruzione, settore che possiede competenze tecniche rilevanti per la progettazione e l'esecuzione di opere difensive. Il tema della prevenzione del dissesto idrogeologico rimane una delle priorità strutturali per la sicurezza nazionale, particolarmente rilevante considerando l'intensificarsi degli eventi meteorologici estremi legati ai cambiamenti climatici.