Una carriera criminale costruita su false identità e debiti alberghieri accumulati nel corso di anni. È il profilo di Alfonso Patrizio Russo, il truffatore seriale che martedì 10 marzo ha ricevuto l'ennesima condanna dal giudice. Il 48enne originario della Campania, oggi residente nel comune di Seregno in provincia di Monza, ha collezionato ben 13 sentenze di condanna e circa 60 denunce sparse in tutta Italia. A peggiorare la sua posizione giudiziale ci sono i provvedimenti di divieto d'accesso emessi da 32 amministrazioni comunali.

Il modus operandi dell'uomo è rimasto pressoché invariato nel tempo: presentarsi alla reception di strutture alberghiere prestigiose con documenti falsi, spacciandosi per un importante dirigente nel settore della moda, della comunicazione o della logistica. Nell'episodio più recente, Russo aveva detto di essere un manager di Amazon Italia Logistica. Una volta sistemato in camera, approfittava di tutti i servizi disponibili: minibar, spa, suite di lusso. Al momento della partenza, prometteva di saldare conti stratosferici con estrema disinvoltura, per poi scomparire senza lasciare tracce.

La sentenza di martedì scorso lo condanna a due mesi di reclusione per insolvenza fraudolenta, oltre al versamento di 4mila euro alla parte civile e 3mila di spese legali. La sua avvocata d'ufficio, Claudia Salvador, aveva tentato di contestare l'impianto accusatorio sostenendo l'assenza di premeditazione deliberata, ma l'argomentazione non ha convinto il magistrato. Tuttavia, il giudice ha deciso di non applicare l'aggravante della recidiva, nonostante la copiosa mole di procedimenti in corso contro di lui in diversi tribunali italiani.

I danni economici causati da Russo sono documentati e significativi. Nel 2022, in Alto Adige aveva lasciato scoperto un conto di 1.850 euro, mentre in Trentino, precisamente in Val di Fassa, aveva accumulato un debito di quasi 3mila euro per il solo pernottamento in una lussuosa suite, ai quali si aggiungevano 300 euro di servizi extra. Quella prenotazione risaliva a luglio, il periodo di massima affluenza turistica, e l'uomo aveva saputo guadagnarsi la fiducia dello staff con fare cortese e professionalità simulata.

Il personaggio è diventato celebre anche nel panorama mediatico: diverse trasmissioni della Rai lo hanno intervistato nel corso degli anni. Durante quelle occasioni, Russo ha sempre negato di agire consapevolmente, asserendo di aver compiuto tutto in buona fede. Una versione palesemente smentita dalla falsificazione sistematica dei documenti e dalla pianificazione meticolosa dei suoi soggiorni. Oggi il suo nome è noto agli addetti ai lavori delle strutture ricettive di mezza Italia, un fatto che rende sempre più difficile perpetuare i suoi raggiri.