Giorgia Meloni continua a mantenere una posizione di equilibrio sulla questione iraniana, rifiutando di esprimere giudizi netti sull'operazione militare condotta dagli Stati Uniti contro l'Iran. Durante la registrazione della trasmissione Fuori dal coro su Rete 4, la presidente del Consiglio ha risposto alla domanda sulla sua posizione affermando di non avere sufficienti elementi informativi per pronunciarsi in modo definitivo. "Non condanno né condivido", ha dichiarato Meloni, sottolineando che quasi nessuno in Europa possiede davvero i dati necessari per esprimere un giudizio categorico sulla questione.
La premier ha evidenziato come, fatta eccezione per il presidente del governo spagnolo, nessun altro leader europeo abbia apertamente criticato l'intervento statunitense. Allo stesso tempo, ha precisato che nessuno sta partecipando attivamente al conflitto. Questa posizione di cautela rappresenta una scelta strategica da parte di Roma, che intende mantenere una certa distanza dalle dinamiche del conflitto pur restando fedele agli alleati occidentali.
Nonostante la sua dichiarazione di non schieramento, Meloni ha comunque trovato concordanza con le affermazioni del ministro della Difesa Guido Crosetto, il quale aveva precedentemente criticato l'attacco definendolo incompatibile con le norme del diritto internazionale. La premier ha colto l'occasione per sottolineare un problema più ampio: secondo lei, le regole del diritto internazionale sono state sistematicamente violate ben prima di questo episodio, con l'invasione russa dell'Ucraina che rappresenta il precedente più significativo di questa tendenza al caos globale.
Meloni ha nuovamente collegato la crisi mediorientale al conflitto ucraino, evidenziando come l'anomalia del sistema internazionale risieda nel fatto che una potenza permanente del Consiglio di Sicurezza dell'Onu abbia potuto invadere un paese vicino senza conseguenze significative. Questo, secondo la premier, ha creato un vuoto normativo che rende sempre più difficile far rispettare il diritto internazionale su scala globale.
Il governo italiano ha già concesso agli Stati Uniti l'utilizzo delle proprie basi militari e ha inviato una fregata nelle acque di Cipro, ma Meloni tiene a ribadire che l'Italia non intende divenire una parte attiva del conflitto. La formula è quella ormai consolidata dell'appoggio agli alleati occidentali mantenendo una postura formalmente neutrale rispetto alle operazioni militari specifiche, una strategia che consente a Roma di bilanciare il suo ruolo atlantico con l'esigenza di preservare la propria autonomia diplomatica.