Telecom Italia ha definitivamente voltato pagina. Dopo quattro anni caratterizzati da rossi consistenti nei conti, il gruppo ha archiviato il 2025 con utili pari a 519 milioni di euro. Un risultato che rappresenta un punto di svolta significativo per l'operatore storico italiano, che solo dodici mesi prima aveva accumulato perdite per 364 milioni. L'ultimo bilancio positivo risaliva al 2020, prima di una lunga discesa che sembrava difficile invertire.
A guidare la risalita è stato l'amministratore delegato Pietro Labriola, che ha condotto una strategia di risanamento culminata con la cessione della rete all'americana Kkr nel giugno 2024. «Quattro anni fa dichiarare questo traguardo sarebbe sembrato impossibile», ha commentato Labriola in televisione, sottolineando come il raggiungimento del risultato sia stato possibile grazie a una riorganizzazione commerciale strutturale, alla riduzione del debito e a una strategia coerente nel tempo. L'azienda punta ora al ritorno dei dividendi agli azionisti già nel corso del 2026.
I numeri complessivi del gruppo confermano la crescita di momentum. I ricavi totali hanno toccato 13,7 miliardi di euro, registrando un incremento del 2,7% rispetto all'anno precedente. Le attività domestiche, che comprendono i segmenti Consumer ed Enterprise, hanno generato 9,54 miliardi di ricavi. Particolarmente rilevante il contributo della filiale brasiliana, che ormai rappresenta oltre il 30% del fatturato aziendale con 4,2 miliardi di euro e fornisce un apporto determinante alla redditività complessiva. Va tuttavia evidenziato che la società madre Tim Spa rimane ancora in perdita, seppur in forte contrazione a 155 milioni di euro.
Il risultato complessivo beneficia anche di elementi straordinari per 157 milioni di euro, derivanti principalmente dalla restituzione di circa un miliardo di euro relativo al canone concessorio del 1998, compensati parzialmente da costi eccezionali. Calcolando la quota di utili attribuibile alle minoranze di Tim Brasil (222 milioni), l'utile netto consolidato scende a 297 milioni. Nonostante queste correzioni, il segnale rimane fortemente positivo e marca il superamento definitivo di una fase critica durata anni.
L'ingresso di Poste Italiane come azionista strategico ha ulteriormente alimentato fiducia nei mercati finanziari. Il titolo Tim ha registrato una performance eccezionale, con una crescita di oltre il 116% nell'ultimo anno fino a raggiungere i 0,59 euro per azione. Gli analisti ora attendono di verificare se questa risalita sarà confermata nel corso dei prossimi trimestri, in un settore delle telecomunicazioni che rimane competitivo e sfidante. Il 2026 sarà decisivo per consolidare la tendenza positiva e dimostrare che il turnaround non è un episodio isolato.