Una storia di trascuratezza medica gravissima emerge dai tribunali bolognesi, dove una coppia di genitori risponde dell'accusa di maltrattamenti aggravati nei confronti della propria figlia, rimasta per mesi in condizioni critiche presso l'ospedale Maggiore di Bologna. La vicenda risale al 2023, quando la bambina - nata nel 2017 - è stata sottoposta a cure urgenti dopo anni di completa assenza di controlli sanitari, vaccinazioni e monitoraggio medico.

Secondo la ricostruzione accusatoria sostenuta dal pubblico ministero Nicola Scalabrini della Procura bolognese, la madre della piccola avrebbe occultato la propria sieropositività durante la gravidanza. Successivamente, i genitori non avrebbero intrapreso alcun accertamento per verificare se il virus fosse stato trasmesso alla neonata. La situazione si è prolungata senza interruzioni per sei anni, durante i quali la bambina non è mai stata sottoposta a visite pediatriche regolari, pur avendo formalizzato la scelta del medico di base solo a novembre 2022.

La scoperta della tragedia avviene nell'estate 2023, quando i genitori si presentano presso uno studio pediatrico a causa di una febbre e una tosse che affliggevano la figlia da settimane. La pediatra che li riceve nota immediatamente segnali allarmanti: la bambina cammina faticosamente, presenta segni di malnutrizione, condizioni dentali estremamente precarie, parametri di crescita notevolmente inferiori agli standard e continua a indossare il pannolino nonostante l'età. Di fronte a questo quadro preoccupante, la medica prescrive un ricovero immediato. I genitori, tuttavia, inizialmente si oppongono, minimizzando la gravità della situazione. Solo dopo l'avvertimento della pediatra - che li informa dell'intenzione di segnalare il caso alle autorità competenti - accettano il ricovero.

Gli accertamenti condotti in ospedale rivelano una diagnosi devastante: infezione avanzata da virus HIV. Anche durante la fase ospedaliera, secondo l'accusa, la coppia continua a non rivelare spontaneamente la sieropositività materna. Solo successivamente ammette che la figlia è stata partorita al di fuori di qualsiasi struttura sanitaria, una scelta giustificata - stando alle loro dichiarazioni - dal desiderio di sfuggire a controlli e a obblighi vaccinali. La bambina rimane ricoverata per un anno intero, in condizioni che la espongono costantemente a rischio vita.

La magistratura bolognese apre un procedimento penale imputando ai genitori maltrattamenti aggravati per aver cagionato lesioni di estrema gravità. Il fascicolo è stato affidato al pubblico ministero Scalabrini e attualmente il processo si sviluppa davanti ai giudici ordinari. La vicenda solleva interrogativi rilevanti sulla prevenzione della trasmissione verticale dell'HIV, sulla responsabilità genitoriale e sul ruolo cruciale della vigilanza sanitaria nel garantire il diritto alla salute dei minori.