Il gruppo Bmw ha archiviato il 2025 con risultati contrastanti che però hanno convinto il management a premiare gli azionisti con dividendi più generosi. Le consegne globali hanno raggiunto 2,464 milioni di veicoli, segnando una crescita dello 0,5%, mentre il settore dei motori elettrici accelera con 642.000 unità vendute (+8,2%), di cui 442.000 completamente a batteria. Questo mix ha permesso al costruttore di Baviera di mantenere le emissioni medie della flotta a 90 grammi di CO2 al chilometro, riuscendo a rispettare i target europei senza ricorrere al pooling con altri produttori, un risultato che Oliver Zipse ha enfatizzato come esclusiva europea.
I numeri economici raccontano però una storia più complessa. Il fatturato ha subito una contrazione del 6,3%, scendendo a 133,5 miliardi di euro, mentre l'utile operativo si è fermato a 10,2 miliardi (-3%). Il principale colpevole è il mercato cinese, dove le immatricolazioni sono crollate del 12,5% attestandosi a 626.000 auto, trascinando verso il basso la performance globale. La divisione automobilistica ha risentito più del previsto con un calo dei margini operativi del 20,7%, anche se il gruppo nel suo complesso ha mantenuto il margine al 7,7%.
Nonostante le difficoltà, il consiglio di amministrazione ha deciso di distribuire un dividendo di 4,4 euro per azione ordinaria e 4,42 per quella privilegiata, un incremento di 10 centesimi rispetto all'esercizio precedente. Contemporaneamente, Bmw metterà in campo un programma di riacquisto di azioni proprie da 2 miliardi di euro entro la fine di aprile. Decisioni che testimoniano la fiducia del management nelle prospettive future e una gestione delle casse ancora solida.
Geograficamente, il gruppo ha limitato i danni dai dazi americani di Trump grazie alla sua importante impronta produttiva negli Stati Uniti: qui ha consegnato 419.000 vetture (+5%) e mantiene la posizione di primo esportatore statunitense di auto per valore. L'Europa è stata la vera zona d'espansione con un aumento del 7,3% e 1,018 milioni di auto consegnate. Tra i marchi del portfolio, Mini ha brillato con una crescita del 18% e 228.278 unità, mentre il brand principale Bmw ha arretrato dell'1,4% e la prestigiosa Rolls-Royce dello 0,8%.
Questo sarà l'ultimo bilancio presentato da Oliver Zipse alla guida del gruppo. Dalla metà di maggio subentrà Milan Nedeljković, manager di origine serbo-tedesca. Zipse ha rimarcato come la strategia di neutralità tecnologica, la solidità della presenza globale e il portafoglio di marchi affascinanti abbiano rappresentato i pilastri della resistenza del gruppo di fronte a un contesto sfidante, soprattutto se messo a confronto con le performance dei competitor tedeschi Volkswagen e Mercedes-Benz.