La strada verso le elezioni comunali di Milano del 2027 prende forma con una scelta strategica del centrosinistra: aprire il processo di selezione del candidato sindacale alle primarie. Una soluzione che raccoglie consensi crescenti all'interno della coalizione progressista, anche se ancora non ufficializzata formalmente.

Secondo quanto riportato da fonti vicine ai partiti, le primarie rappresenterebbero per molti "l'opzione inevitabile" o "la strada maestra" per individuare il nuovo aspirante primo cittadino. Un metodo che permette di coinvolgere non solo il Partito Democratico, ma anche gli alleati come l'Alleanza Verdi Sinistra e la lista civica LaCivica, nata dalle esperienze amministrative precedenti, ciascuno con la possibilità di proporre proprio candidati.

Beppe Sala, sindaco ancora in carica che lascerà il ruolo tra poco più di due anni, esprime pieno sostegno alla formula. L'attuale primo cittadino ha personalmente sperimentato le primarie in passato, vincendole, e le considera "un'idea corretta" per procedere in maniera democratica verso la scelta del candidato. Il suo endorsement non è irrilevante, rappresentando un segnale di coesione nella coalizione di governo.

L'obiettivo dichiarato della coalizione è ambizioso: "rivincere" a Milano, confermando il controllo della città dopo gli anni di amministrazione Sala. Una doppia sfida che passa sia per la scelta interna del candidato migliore sia per la capacità di compattare una coalizione ampia tra progressisti, ambientalisti e civici.

Mentre i dettagli organizzativi delle primarie rimangono ancora da definire, è evidente che il centrosinistra milanese intende affidare ai cittadini iscritti e agli elettori la responsabilità di scegliere chi dovrà guidare la candidatura per il 2027. Un messaggio di apertura democratica che punta a rigenerare il consenso in vista dello scadenzario amministrativo ormai sempre più prossimo.