Enrica Bonaccorti, che ci ha lasciato oggi 12 marzo all'età di 76 anni, ha portato con sé fino alla fine uno dei capitoli più affascinanti della sua storia personale: la relazione con il principe Carlo di Borbone, che lei amava chiamare Charles. Un amore che la celebre conduttrice e autrice televisiva descriveva come un fulmine a ciel sereno, un innamoramento improvviso e totalizzante che ha segnato profondamente la sua vita.

L'incontro avvenne in modo apparentemente casuale, in un locale. Bonaccorti aveva 42 anni, lui soltanto 29. "Lo vidi entrare, e dopo pochi passi ero già completamente presa. Pensai subito: chi è? Lo voglio", ricordava con il suo caratteristico candore. Fu lui ad invitarla a ballare quella sera, gesto che innescò una passione senza freni. La differenza d'età, la sua precedente esperienza matrimoniale e soprattutto la sua visibilità professionale costituivano ostacoli significativi, alimentati dalle preoccupazioni della famiglia reale di vedersi trascinata sulle prime pagine dei giornali a causa di quella relazione.

Dal primo momento, Charles le mise le carte in tavola con una sincerità quasi crudele: il matrimonio non sarebbe mai stato possibile. Bonaccorti rispose alle sue parole con una risata, apparentemente incurante di quella sentenza pronunciata già in partenza. Tanto era profondo il sentimento che decise di fare scelte radicali per lui: rallentò considerevolmente la sua già fitta agenda televisiva, abbandonando le dirette quotidiane a cui il pubblico era abituato. Persino Maurizio Costanzo, il celebre collega, le aveva avvertito che quella scelta avrebbe potuto compromettere il suo futuro professionale. Tuttavia, per tre anni, Bonaccorti visse quella storia come un'esperienza sospesa dal tempo, una sorta di racconto dalle tinte dolci e delicate, consapevole che stava commettendo un errore di leggerezza che poi le avrebbe pesato.

La fiaba non ebbe il lieto fine che forse lei avrebbe sognato, ma il legame con Charles non si dissolse mai completamente dalle sue emozioni. Perfino negli ultimi anni, quando parlava della malattia che l'aveva colpita e della sua vita nel complesso, il nome di Charles tornava inevitabilmente a galla nei suoi discorsi. Nutriva ancora un desiderio semplice ma profondo: ricevere una telefonata da lui. "Mi farebbe un effetto enorme, mi scuoterebbe completamente", confidava. "Magari non sa nemmeno che sto male, passa tanto tempo all'estero". Rimane un mistero se quella chiamata sia mai arrivata prima che la malattia la portasse via.