Dopo il suo debutto come musical alla Mostra del Cinema di Venezia 2025, "Il testamento di Ann Lee" approderà nelle sale italiane il prossimo 12 marzo. Il film, diretto da Mona Fastvold e interpretato da Amanda Seyfried, racconta la vita della fondatrice del movimento religioso radicale degli Shakers tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento. Sulla carta, tutti gli ingredienti per il successo sembravano presenti: una protagonista capace, uno sceneggiatore del calibro di Brady Corbet (autore del pluripremiato The Brutalist) e l'audacia di affrontare una storia drammatica reale attraverso il genere del musical.
Purtroppo, l'esecuzione non è all'altezza delle ambizioni. Il film si dilancia in una narrazione superficiale dove nessun personaggio, nemmeno Ann Lee stessa, riceve il giusto approfondimento. I ruoli risultano piatti e monocordi, privi di quella complessità psicologica che avrebbe potuto renderli affascinanti. Le diverse linee narrative introdotte non vengono mai realmente sviluppate né portate a conclusione logica, creando l'impressione di un racconto senza meta che punta unicamente all'intrattenimento attraverso brani musicali originali.
Merita riconoscimento il lavoro vocale di Seyfried, che interpreta i brani con notevole maestria. Anche sotto il profilo visivo, la regia propone inquadrature innovative e accattivanti dal punto di vista estetico. Tuttavia, il vero problema risiede nella sceneggiatura: laddove avrebbe dovuto esplorare questioni affascinanti come il concetto di messia femminile, l'astinenza sessuale, la violenza e i meccanismi delle organizzazioni religiose, il film rimane bloccato in una staticità narrativa che non comunica praticamente nulla al pubblico.
Ann Lee, che avrebbe dovuto rappresentare il cuore pulsante della vicenda, un personaggio capace di provocare e turbare, si riduce a una presenza inerte. Il musical inizialmente sorprende positivamente per il suo approccio, ma alla lunga stanca senza mai compensare con una profondità di contenuto. "Il testamento di Ann Lee" rappresenta così un'occasione mancata: un progetto con un potenziale considerevole, affiancato da professionisti di spicco, completamente disperso in un'esecuzione mediocre. Votazione finale: 5/10.