La prima giornata degli ottavi di Champions League ha confermato i pronostici e regalato sorprese, con uno show offensivo che ha prodotto 32 gol in otto partite, una media di quattro reti a gara. Una kermesse calcistica che ha celebrato grandi prestazioni ma anche clamorosi fallimenti, con l'Italia rappresentata dalla sola Atalanta, travolta dal Bayern Monaco con un pesantissimo 6-1 davanti al pubblico amico di Bergamo.
Se i club spagnoli hanno fatto bottino pieno (7 punti su 9 disponibili), gli inglesi hanno deludente collezionato appena 2 punti su 18 in palio. Newcastle ha resistuto fino al 95' prima di crollare sotto i colpi del Barcellona, ma il vero crollo arriva dal fronte anglosassone nel complesso. Valverde del Real Madrid emerge come assoluto mattatore della serata, firmando una tripletta di rara qualità contro il Manchester City in soli 22 minuti. L'uruguayano disegna la vittoria con eleganza nel primo gol (grazie anche a un contributo involontario di Donnarumma), chirurgia nel secondo, e una giocata da fuoriclasse nel terzo. Per talento e impatto, il numero 10 meriterebbe una maglia da titolare in qualsiasi squadra del pianeta.
Il Bayern convince pienamente sulla scena europea: oltre alla superiorità nel possesso (69,2%) e nella quantità di tiri (17), il collettivo bavarese produce giocate d'elevata qualità attraverso Olise e Kvaratskhelia, autori di doppiette di pregevole fattura. Sempre il Bayern propone un calcio propositivo e dominante. Il Bodo Glimt non è più una meteora nel firmamento europeo: la vittoria contro lo Sporting Lisbona con tanto di tris mette in evidenza movimenti e intese negli spazi stretti dell'area avversaria che disorientano sistematicamente gli avversari. I norvegesi hanno guadagnato una qualificazione meritata ai quarti come realtà consolidata del continente.
Sulla sponda dell'orrore calcistico, la responsabilità principale della débâcle bergamasca ricade sulle scelte tattiche di Palladino, che ha optato per un assetto discutibile nonostante le evidenti assenze pesanti (Ederson, Scalvini, Raspadori, De Ketelaere). L'Atalanta merita il riconoscimento di aver combattuto fino al fischio finale, trovando dignità nel gol di Pasalic, ma non basta a salvare un'esibizione deludente. Donnarumma condivide parte dei demeriti: il portiere rossoblù perde l'attenzione sull'1-0 del Real, ritirandosi la mano in uscita, anche se trova una parziale redenzione dalla linea di porta nei momenti successivi. Ancora peggiore la figuraccia del Tottenham: Tudor getta nella mischia europea il giovane portiere Kinsky, decisamente non pronto per certe sfide, trasformando la serata in un disastro totale che merita la valutazione più severa.