Momenti di tensione nell'Aula di Montecitorio nel pomeriggio dell'11 marzo 2026, quando il presidente del Movimento Cinque Stelle Giuseppe Conte ha rivolto critiche molto pesanti nei confronti della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Durante una dichiarazione di voto sulle risoluzioni riguardanti le comunicazioni governamentali, il leader dell'opposizione ha formulato un'accusa esplicita sulla gestione della politica internazionale dell'esecutivo.

Secondo quanto riferito dall'Agenzia Vista, Conte ha affermato che alla premier «manca il coraggio e la schiena dritta perché sopraffatta dall'essere subordinata a Trump». L'espressione utilizzata dal senatore pentastellato rappresenta una critica frontale sulla presunta assenza di autonomia decisionale dell'Italia in ambito di relazioni transatlantiche, ponendo l'accento su una dipendenza ritenuta eccessiva dalla posizione degli Stati Uniti.

L'intervento si colloca all'interno di un dibattito parlamentare più ampio concernente le comunicazioni della presidente del Consiglio, durante il quale l'opposizione ha colto l'occasione per contestare la linea seguita dal governo in materia di politica estera. Le dichiarazioni di Conte riflettono una tensione latente tra l'esecutivo e i banchi dell'opposizione riguardo all'orientamento internazionale dell'Italia.

La presa di posizione del leader grillino si inserisce in un contesto di crescenti divergenze sulla direzione strategica del Paese, con l'opposizione che ritiene necessario un rafforzamento dell'indipendenza italiana rispetto alle influenze esterne. Le parole di Conte rimarcano il tema della sovranità decisionale, elemento ricorrente nelle critiche mosse dai partiti di minoranza nei confronti dell'attuale governo.