Un'indagine della Squadra Mobile di Bologna ha portato allo smantellamento di un'organizzazione criminale che aveva messo a segno una serie impressionante di colpi nelle abitazioni cittadine. Tra gennaio e marzo 2025, il gruppo ha perpetrato almeno 18 furti, concentrandosi prevalentemente nella zona sud-est del capoluogo emiliano, in particolare nel quartiere Murri. Le forze dell'ordine sono riuscite a identificare tutti i componenti della banda: tre cittadini georgiani di cui due sono stati catturati e collocati agli arresti domiciliari, mentre il terzo rimane latitante con un'ordinanza di custodia cautelare pendente.

La metodologia operativa del gruppo si distingueva per una sofisticatezza impressionante e una precisione meticolosa. Gli appartamenti venivano presi d'assalto principalmente durante le ore diurne, quando i proprietari si trovavano assenti per motivi di lavoro. Lo schema operativo prevedeva il coinvolgimento di tre persone: una restava di vedetta all'esterno per monitorare il contesto, mentre gli altri due accedevano al condominio e azionavano ripetutamente i citofoni per verificare quali residenze fossero effettivamente occupate. Una volta individuato un appartamento deserto, i criminali ricorrevano a strumenti sofisticati come la cosiddetta "chiave di Topolino", un arnese in grado di replicare il profilo di una serratura senza lasciar traccia di effrazione. Solo nei casi particolarmente complessi facevano ricorso a tensori per forzare i meccanismi di sicurezza.

All'interno delle abitazioni violate, i malviventi si concentravano sul trafugamento di beni di valore: preziosi in oro e argento, orologi di marca, dispositivi elettronici di ultima generazione e articoli d'abbigliamento di lusso. Il modus operandi consolidato e l'assenza quasi totale di segni di scasso sulle porte blindate avevano reso inizialmente difficile risalire ai responsabili, tuttavia il coordinamento investigativo e le testimonianze dei cittadini hanno rotto il silenzio.

Gli investigatori sottolineano l'importanza cruciale della collaborazione della comunità nel contrasto a questa tipologia di criminalità. Proprio le segnalazioni puntuali provenienti dai residenti, allarmati da comportamenti inconsueti come le ripetute pressioni al citofono, si sono rivelate determinanti per l'identificazione della banda. Le autorità invitano dunque la popolazione a rimanere vigile segnalando prontamente qualsiasi atteggiamento sospetto, specialmente quando si noti qualcuno che suona ripetutamente ai campanelli di edifici residenziali senza una motivazione apparente. La vigilanza collettiva rappresenta, secondo le forze dell'ordine, lo strumento più efficace per prevenire questi reati.