Milioni di italiani non potranno partecipare al referendum costituzionale sulla giustizia in programma il 22 e 23 marzo. Il governo Meloni ha deciso di non consentire il voto fuorisede, escludendo così circa 5 milioni di persone che vivono stabilmente in comuni diversi da quello di residenza per ragioni lavorative, di studio o salute. Una scelta che lascia fuori dall'urna una fetta corposa dell'elettorato italiano.
La sottosegretaria di Stato per l'interno Wanda Ferro ha giustificato il provvedimento con motivi strettamente tecnici. Secondo il governo, i tempi ristretti per organizzare il voto a distanza non avrebbero permesso di implementare il sistema in tempo utile. A ciò si aggiunge, secondo l'esecutivo, il numero contenuto di partecipanti registrato nel precedente referendum del 8-9 giugno 2025, quando soltanto 67mila fuorisede si recarono alle urne. Un dato che le forze di opposizione però contestano aspramente, vedendovi una decisione motivata da calcoli politici e non da impedimenti concreti.
L'accusa dei partiti di sinistra è esplicita: limitare l'accesso al voto favorirebbe il risultato del "Sì" alla riforma della giustizia. Alcune formazioni avevano provato a replicare il meccanismo sperimentale dello scorso anno, ma il no dell'amministrazione è stato categorico. La questione solleva un problema più strutturale: l'Italia rimane uno dei pochi Paesi europei a non permettere ai cittadini di votare da fuorisede. Solo Malta e Cipro condividono questa limitazione nell'Unione Europea, mentre tutti gli altri grandi Stati garantiscono questa possibilità ai loro elettori.
L'unica eccezione nel sistema italiano riguarda gli iscritti all'Aire, l'Anagrafe degli italiani residenti all'estero. Questi cittadini possono votare a distanza, e il loro numero cresce costantemente: superano ormai i 6,5 milioni, rappresentando oltre il 14 per cento dell'intero corpo elettorale. Negli ultimi anni, una quota crescente di espatriati ha effettivamente partecipato alle elezioni tramite questo canale. Nonostante decenni di battaglie e numerosi progetti di legge, la possibilità di votare da fuorisede per i cittadini interni rimane un diritto negato.