Nuova battuta d'arresto per la giustizia nel caso della tragedia lavorativa di Rivoli. Il processo relativo all'incidente mortale avvenuto due anni fa in viale Carrù rimane ancora una volta sospeso, con il terzo rinvio consecutivo che posticipa l'avvio dei lavori. La prossima udienza è stata fissata per il 29 giugno, mentre gli interrogativi sulla responsabilità rimangono aperti e le famiglie in attesa di risposte.

La vicenda risale al 5 ottobre 2022, quando un grave incidente in un cantiere edile causò il crollo di tre lavoratori da un'altezza di circa 25 metri. Tra di loro c'era Salim Abderrazak, un giovane operaio di soli 27 anni, che riportò ferite gravissime. Nonostante cinquanta giorni di ricovero intenso in ospedale, le conseguenze dell'impatto si rivelarono fatali. Altre due persone rimaste coinvolte nella caduta riportarono anch'esse lesioni significative.

Oltre alle complicazioni procedurali, il fascicolo subirà un ulteriore cambio di gestione: il caso verrà affidato a un diverso magistrato. Secondo quanto riferito, sono tuttora in corso negoziazioni riguardanti il compenso dovuto alle vittime, il che potrebbe portare a una conclusione attraverso accordi alternativi al processo tradizionale, piuttosto che a una sentenza del tribunale.

La situazione genera profonda frustrazione tra gli operatori del settore della sicurezza lavorativa. Massimiliano Quirico, responsabile dell'area Sicurezza e lavoro, ha espresso amarezza per i continui blocchi procedurali: "È un processo che non riesce a decollare, del quale non si intravede nemmeno l'inizio, figuriamoci la conclusione, e che potrebbe anche dissolversi in accordi bonari". Quirico ha inoltre sottolineato la delusione per le vittime ancora in attesa di compensazione: "Senza giustizia effettiva non è possibile costruire una vera cultura della salute e sicurezza nei cantieri".