Mary Trump, nipote dell'ex presidente americano e psicologa clinica, torna a puntare i riflettori sulla figura dello zio Donald attraverso il suo memoir "Sempre troppo e mai abbastanza", ora disponibile al pubblico italiano. In un'intervista rilasciata a Vanity Fair, la donna fornisce un quadro piuttosto critico della situazione attuale, affermando che il tycoon mostrerebbe segni tangibili di deterioramento fisico e cognitivo: addormentamenti durante gli impegni pubblici, difficoltà nel ricordare nomi, problemi di equilibrio nel camminare e gonfiori agli arti accompagnati da lividi.

Secondo la psicologa, questi sintomi si aggiungerebbero a difficoltà psichiatriche mai formalmente diagnosticate che affondano le radici nella storia familiare di Trump. Mary riconduce molti comportamenti dello zio ai traumi dell'infanzia, in particolare alla relazione con la madre, che proveniva da un'infanzia segnata da privazioni e difficoltà. Quando Donald aveva poco più di due anni, la madre rimase ospedalizzata per un lungo periodo, un abbandono che la nipote ritiene abbia determinato una progressiva chiusura emotiva nel bambino, trasformandosi in una sorta di anestesia sentimentale difensiva.

Nella sua analisi, Mary Trump estende le critiche anche alla vita sentimentale dello zio, descrivendola come una serie di transazioni economiche piuttosto che relazioni genuine. Secondo la scrittrice, Trump avrebbe sistematicamente scelto partner capaci di migliorare la sua immagine pubblica, vivendo ogni relazione come uno scambio calcolato di vantaggi reciproci. Riguardo a Melania Trump, l'attuale consorte, la nipote sostiene che fosse perfettamente consapevole di cosa stesse facendo legandosi a lui, soprattutto considerando gli episodi di infedeltà anche durante gli anni in cui il loro figlio Barron era ancora bambino.

Un dettaglio personale della testimonianza riguarda un episodio dell'infanzia di Mary: durante i weekend familiari nel giardino di casa, lo zio giocava a palla con lei ma con un'intensità eccessiva, lanciando con tanta forza da causarle dolore. Questo racconto, apparentemente minore, serve alla nipote a illustrare come la necessità compulsiva di vincere e dominare abbia caratterizzato ogni ambito della vita di Trump, anche nei momenti di svago. Le dichiarazioni della nipote vanno oltre queste osservazioni, toccando anche questioni di consensualità nei rapporti interpersonali, un tema che la nipote confermerebbe ma che l'articolo non approfondisce completamente.