Jacob Elordi ha aperto uno scorcio affascinante sul dietro le quinte della sua interpretazione nella versione cinematografica di Frankenstein diretta da Guillermo del Toro, svelando quanto sia stato radicale il processo di trasformazione richiesto dal ruolo. L'attore, che aveva già subito un significativo dimagrimento durante le riprese della miniserie Prime Video ambientata nella Seconda Guerra Mondiale "The Narrow Road to the Deep North", ha dovuto spingersi ancora più in là per dare vita alla Creatura.
In un'intervista al Los Angeles Times, Elordi ha descritto uno stato di grande turbamento personale durante quel periodo: angoscia notturna, corpo dolorante, momenti di profonda sofferenza. Proprio questa condizione emotiva e fisica ha rappresentato per lui una risorsa preziosa per il progetto. "Avere 'Frankenstein' in arrivo mi ha permesso di incanalare questi sentimenti negativi in qualcosa di costruttivo", ha spiegato l'attore, sottolineando come il ruolo sia diventato uno strumento di catarsi artistica.
La metamorfosi è stata tanto mentale quanto fisica. Elordi racconta di aver subito un completo rinnovamento durante i sei mesi di lavorazione, una rielaborazione totale della sua identità fisica. Il processo estetico ha richiesto sforzi imponenti: ogni giorno, dieci ore dedicate esclusivamente al trucco e al costume per diventare il mostro. L'attore ha illustrato come il design del personaggio evolva nel corso della narrazione: inizialmente nudo e vulnerabile, con il petto scoperto, il corpo via via si chiude e si curva man mano che la Creatura accumula dolore e consapevolezza, proprio come accade agli adolescenti nel passaggio all'età adulta.
Oltre alla dimensione estetica, Elordi ha enfatizzato l'importanza della dieta nel suo percorso interpretativo. Ogni personaggio richiede un regime alimentare specifico, calibrato scientificamente per modellare non solo l'aspetto fisico, ma anche il modo di muoversi e di stare sulla scena. Per la Creatura, l'obiettivo era costruire un corpo che trasmettesse simultaneamente forza e fragilità, come se fosse stato generato due volte.
Malgrado l'impegno severissimo richiesto dai diversi ruoli, Elordi mantiene un rapporto sereno con il cibo, prendendo a modello lo chef e televisivo Anthony Bourdain, scomparso nel 2018. "Non trasformo l'alimentazione in un vincolo dogmatico", ha affermato l'attore. "Quando il cibo c'è, me lo godo semplicemente, come faceva lui, senza farmi controllare da regole rigide". Un approccio equilibrato che testimonia come, anche nel contesto di sacrifici artistici estremi, sia possibile mantenere un dialogo consapevole con il proprio corpo.