A partire da domani, venerdì 13 marzo, i fumatori dovranno mettere in conto un ulteriore esborso ogni volta che accenderanno una sigaretta. L'Agenzia delle dogane e dei monopoli ha comunicato ufficialmente i nuovi aumenti su una serie di marchi di sigarette e tabacchi trinciati, proseguendo così nella strategia di progressivo adeguamento del carico fiscale sul settore. Non si tratta di una mossa improvvisa: questi rincari erano già stati programmati nella scorsa legge di Bilancio e rappresentano il terzo intervento nel giro di soli tre mesi, dopo i precedenti di gennaio e febbraio.
Tra i marchi più colpiti dalla stangata figurano nomi storici e ampiamente diffusi sugli scaffali dei tabacchini italiani. Il pacchetto morbido di Lucky Strike raggiungerà il prezzo di 5,50 euro, mentre le classiche MS saliranno fino a 5,80 euro. Oltre a questi due colossi del mercato, gli aumenti riguarderanno anche Rothmans, Vogue e Dunhill in diversi formati, così come i sigaretti e i tabacchi trinciati degli stessi marchi. L'impatto della misura sarà immediato: i rivenditori di monopolio dovranno aggiornare i prezzi non appena i sistemi informatici dei distributori ufficiali, coordinati da Logista, avranno sincronizzato i nuovi database fiscali con i dati dell'Agenzia.
Dietro questa sequenza di aumenti non vi è soltanto l'obiettivo di rafforzare le entrate fiscali dello Stato. Il governo utilizza deliberatamente la tassazione come strumento di disincentivazione al consumo di tabacco, perseguendo al contempo finalità di protezione della salute pubblica. Ogni aumento del prezzo al pubblico rappresenta un tentativo di spingere i fumatori a ridurre il consumo o abbandonare completamente l'abitudine, sfruttando il meccanismo economico della ridotta convenienza.
Per chi desiderasse conoscere nei dettagli l'intera lista dei prodotti interessati e i nuovi importi, il provvedimento direttoriale completo è disponibile sulla sezione dedicata alle accise nel sito dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, dove vengono specificate tutte le voci tariffarie aggiornate con precisione. La situazione rappresenta l'ennesima manifestazione della pressione fiscale in aumento sui consumatori di tabacco, tendenza che appare destinata a proseguire nei prossimi mesi.