Arriva nelle sale cinematografiche italiane a partire da giovedì 12 marzo "Il Bene Comune", il nuovo lungometraggio di Rocco Papaleo che si ritrova sia alla regia che protagonista della pellicola. Si tratta di una commedia d'insieme che esplora temi di resilienza, redenzione e connessione umana attraverso uno sguardo gentile ma profondo sulla fragilità delle persone.
Papaleo interpreta Biagio, un ex corridore che ha reinventato se stesso come guida escursionistica alle pendici del Parco del Pollino, in Calabria, e che nel tempo libero segue l'addestramento atletico del giovane nipote Luciano. La sua vita apparentemente semplice si complica quando Raffaella, interpretata da Vanessa Scalera, lo contatta con una richiesta particolare. Raffaella è un'attrice che non ha mai raggiunto il successo nel mondo dello spettacolo e gestisce un laboratorio di teatro sensoriale rivolto a donne in fase di reinserimento sociale dopo lunghi periodi di detenzione.
Il nucleo narrativo ruota attorno all'organizzazione di un'escursione che Raffaella desidera realizzare per le sue "ragazze": quattro donne dal passato segnato da difficoltà e scelte dolorose, interpretat da Claudia Pandolfi nei panni della tormentata Maddalena, Teresa Saponangelo in quelli di Gudrun, Livia Ferri che incarna Fiammetta e Rosanna Sparapano come Anny. La meta scelta non è casuale: il Pino Loricato, un albero che cresce straordinariamente in condizioni ostili, diventando una metafora visiva della capacità umana di sopravvivere e prosperare nonostante le avversità.
Durante il cammino attraverso i sentieri del parco, le donne del gruppo trovano lo spazio e il coraggio per narrare i propri racconti, spesso trascurati o ignorati dalla società. Nel film, che vede nel cast anche Andrea Fuorto nei panni di Luciano, emergono dinamiche impreviste di mutua comprensione e solidarietà, capaci di trasformarsi in gesti concreti di supporto e in decisioni che ridefiniranno gli equilibri delle loro vite. Il viaggio fisico nei paesaggi montani diviene parallelamente un viaggio interiore attraverso le fragilità e le forze nascoste di ogni personaggio.
Con questa opera, Papaleo ritorna a esplorare i temi ricorrenti della sua filmografia: il valore dell'ascolto attento, la bellezza intrinseca in ogni esistenza, persino in quelle segnate da sofferenza, e la possibilità di trasformazione attraverso la comunità. Il messaggio centrale della pellicola è cristallizzato nella riflessione del protagonista: ogni persona racchiude in sé una storia degna di essere ascoltata, compresa e rispettata, soprattutto quando quella storia è stata attraversata da ostacoli e dolore. In un mondo che spesso marginalizza chi ha commesso errori o subito ingiustizie, il film di Papaleo propone una visione alternativa fondata su empatia e umanità condivisa.