La scomparsa di Enrica Bonaccorti, avvenuta il 12 marzo, ha portato in superficie un episodio che Giancarlo Magalli non ha mai digerito completamente. In un'intervista carica di emozione, il noto conduttore ha rivelato come un fotografo si fosse infiltrato nel reparto ospedaliero dove la collega era ricoverata, travestendosi da membro del personale sanitario per riuscire a scattare fotografie. Un comportamento che Magalli ha definito inaccettabile, chiedendo esplicitamente delle scuse non solo al fotografo coinvolto, ma anche al direttore della testata che decise di pubblicare quegli scatti, preferendo però non divulgare il nome della testata stessa.

Magalli ha sottolineato come Bonaccorti fosse una vera amica in un contesto televisivo spesso caratterizzato da rapporti superficiali e costruiti. Ha inoltre ricordato come la conduttrice avesse affrontato la malattia, scoperta come tumore al pancreas, con una determinazione straordinaria, cercando comunque di preservare la propria dignità e non mostrarsi debilitata dagli effetti della patologia. Una scelta dettata dalla sua spiccata professionalità, secondo quanto affermato da Magalli.

Il legame tra i due personaggi televisivi affonda le radici in un momento particolarmente delicato della vita di Bonaccorti. Durante una puntata del programma "Pronto, chi gioca?", la conduttrice annunciò pubblicamente la sua gravidanza, una decisione che suscitò polemiche per l'utilizzo della trasmissione televisiva a fini personali. Poco dopo, mentre si trovava in camerino, fu colta da un malore e necessitò di ricovero urgente. In quella circostanza, Magalli ebbe l'opportunità di visitarla insieme a Gianni Boncompagni, e fu proprio lui a registrare un breve filmato dell'ecografia che rivelava il sesso del nascituro. Tuttavia, la gravidanza non proseguì, costringendo Bonaccorti a dimettersi dal ruolo di conduttrice. Fu in quel momento che Magalli iniziò la sua ascesa come conduttore, subentrando alla collega in trasmissione.

Questo retroscena storico evidenzia come i due fossero legati da un'amicizia autentica, consolidatasi proprio nei momenti più difficili. La denuncia odierna di Magalli rappresenta quindi un gesto di protezione tardiva della memoria e della dignità di una professionista che ha segnato la televisione italiana.