Samuele Bersani ha condiviso durante un incontro al teatro Duse di Bologna, lo scorso 9 marzo, una serie di ricordi affettuosi e curiosi legati ai suoi inizi nel mondo della musica. Il cantautore ha ricostruito il primo incontro con Lucio Dalla, il musicista che divenne il suo padrino artistico e gli aprì le porte della professione.

Bersani era ancora un ragazzo di vent'anni quando si presentò con coraggio a Dalla al locale Cocoricò, accompagnato da un amico. Il giovane artista chiese al maestro bolognese di ascoltare il brano «Il mostro». Dalla, inizialmente impegnato, gli suggerì di raggiungerlo il giorno seguente a Milano. Durante quell'ascolto privato, il cantautore ricorda che Dalla rimase profondamente commosso fino alle lacrime, tanto da offrirgli immediatamente un contratto. Questo gesto segnò l'inizio di una collaborazione straordinaria: per novanta serate consecutive della tournée di Dalla, il giovane Bersani fu invitato a esibirsi sul palco, proprio dopo la canzone «Caruso».

Descrivendo il carattere di Dalla, Bersani lo definisce come una figura generosa e geniale, capace di inventare dialoghi fra personaggi immaginari mentre passeggiavano per Bologna. Tuttavia, sottolinea come i difetti del maestro fossero altrettanto marcati dei pregi: «I suoi pregi e i suoi difetti erano elevati al cubo, come accade con i geni». Un episodio emblematico riguarda il momento in cui Dalla lo vide con una birra in mano per strada: da quel momento, per un periodo, lo soprannominò scherzosamente «il tossico». Dalla gli regalò anche un'auto, un Maggiolone nero, che però successivamente gli fece ritirare.

Bersani ha anche menzionato un curioso episodio con Vasco Rossi, che lo colpì scherzosamente con un martello di gomma insieme a Patty Pravo. Il cantautore ha inoltre parlato del suo background familiare, sottolineando l'importanza dei suoi genitori: suo padre musicista e sua madre maestra, una coppia rimasta insieme dal 1966 che considera «rivoluzionaria» per l'epoca attuale. Infine, Bersani ha rivelato che gran parte della sua canzone «Canzone» è stata scritta in seguito a un'esperienza particolarmente dolorosa della sua vita.

Attraverso questi racconti, emerge il quadro di un giovane artista che ha avuto la fortuna di incontrare maestri carismatici, imparando da loro sia gli insegnamenti artistici che le lezioni umane di chi ha segnato profondamente la musica italiana contemporanea.