Fratelli d'Italia ha organizzato a Milano un evento pubblico dedicato al prossimo referendum sulla riforma della giustizia, articolato in tre sezioni tematiche corrispondenti ai pilastri della proposta: l'istituzione di un'Alta Corte Costituzionale, la riforma del Consiglio Superiore della Magistratura e la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti. L'appuntamento si è tenuto presso il teatro Parenti ed è stato volto a illustrare le ragioni del voto affermativo sulla questione costituzionale.
In questa occasione, il partito ha scelto di schierare relatori provenienti da esperienze politiche diverse per rafforzare la natura trasversale della battaglia referendaria. Tra questi, Stefano Esposito, ex senatore del Partito Democratico, il quale ha rivendicato la coerenza della propria tradizione politica con i principi garantisti sottesi alla riforma. Esposito ha sottolineato come l'introduzione di meccanismi sanzionatori rappresenti un elemento fondamentale per disciplinare l'ordine professionale e impedire derive autoritarie.
Tommaso Cerno, direttore del quotidiano Il Giornale, ha sviluppato un'analisi più critica sui presunti condizionamenti delle correnti magistratuali sul sistema giudiziario italiano. Cerno ha accusato esponenti delle correnti progressiste di esercitare pressioni intimidatorie nei confronti dei media e ha denunciato una presunta sovrapposizione tra orientamenti politici e contenuti delle sentenze. Secondo il direttore, alcune decisioni recenti presenterebbero coincidenze sospette con dichiarazioni pubbliche di magistrati schierati politicamente, generando una lesione della credibilità complessiva della categoria.
Cerno ha inoltre ripercorso la storia costituzionale italiana, ricordando come i padri costituenti abbiano consapevolmente mantenuto il sistema accusatorio misto in attesa di una successiva riforma. Ha citato il tentativo dello storico giurista Aldo Vassalli, socialista partigiano, di modificare tale assetto durante gli anni '80, sforzo rimasto incompiuto anche a causa dell'ascesa dei pubblici ministeri seguita a Tangentopoli, evento che concentrò ulteriormente il potere nelle mani della magistratura inquirente.
L'evento rappresenta uno scontro frontale con il Partito Democratico, accusato dalla coalizione di governo di tradire i propri principi originari opponendosi alla separazione delle carriere. In risposta a questa critica, la controparte ha fatto notare come due proposte di legge su questo tema siano state depositate in Senato da senatori democratici, sottolineando così una contraddizione interna al partito sulla questione istituzionale.
Il dibattito sulla riforma della giustizia rimane uno degli argomenti più divisivi della campagna referendaria, con la maggioranza di governo che intende sradicare quello che definisce il "potere patologico" delle correnti magistratuali, mentre l'opposizione contesta la fattibilità e i rischi della proposta costituzionale.