Kim Jong-un ha presenziato in prima persona ai test di lancio di missili da crociera strategici condotti dalla marina nordcoreana, trasmessi dalla televisione di Stato dalla sala conferenze dove si trovava il leader. Ad accompagnarlo non era casuale la scelta di portare con sé sua figlia Kim Ju-ae, appena 13 anni, considerata l'erede designata alla guida della Corea del Nord. Il fatto che la giovane sia stata inclusa nell'evento rappresenta un segnale simbolico della volontà della famiglia regnante di trasmettere il potere alla generazione successiva.

Secondo le ricostruzioni, il test ha coinvolto missili da crociera di tipo strategico lanciati da una nave da guerra nel corso della giornata. L'operazione rappresenta il primo atto concreto di una campagna più ampia di dimostrazioni militari che Pyongyang ha intrapreso negli ultimi tempi, volendo evidenziare le proprie capacità belliche nella regione.

La Corea del Nord ha inquadrato pubblicamente questi test come una risposta diretta alle esercitazioni militari in corso tra gli Stati Uniti e la Corea del Sud. Regime nordcoreano ritiene tali manovre congiunte non come semplici esercitazioni, bensì come simulazioni vere e proprie di un possibile scenario di invasione del territorio nazionale. Questo stato di tensione si iscrive in un contesto di escalation delle provocazioni tra il regime di Kim e gli alleati occidentali nella penisola coreana.

L'inclusione della giovanissima figlia del dittatore in un evento di questa natura sottende una doppia finalità: da un lato, consolidare il messaggio di forza e deterrenza rivolto all'esterno; dall'altro, cementare la legittimità della successione dinastica presso l'apparato di potere interno. La trasmissione televisiva dell'evento ha assicurato una copertura nazionale e internazionale della dimostrazione di forza nordcoreana.