Un gruppo di antagonisti ha fatto irruzione nella sede della Direzione generale dell'Asl Città di Torino, in via San Secondo, nel corso di un'azione di protesta legata ai Centri di permanenza per il rimpatrio. Il blitz, caratterizzato da comportamenti aggressivi e intimidatori, ha causato significativi danni agli spazi interni dell'istituzione sanitaria.
Secondo quanto riferito da Carlo Picco, direttore generale dell'Asl, gli intenti hanno raggiunto più uffici della struttura. "Hanno messo tutto a soqquadro - ha spiegato Picco - sia negli ambienti della Direzione generale che della segreteria, oltre agli spazi dedicati alla gestione sanitaria e amministrativa. Hanno lasciato scritte sui muri e danneggiato diverse cose". L'attacco, secondo il responsabile dell'azienda sanitaria, era rivolto a contestare quella che i manifestanti considerano una carenza di impegno nei confronti del tema dei Centri di permanenza per il rimpatrio.
Picco ha però voluto ribadire con fermezza la posizione dell'ente: "È inaccettabile che un'istituzione pubblica come la nostra, impegnata quotidianamente nel garantire cure a tutti i cittadini, subisca simili violenze e minacce. Non abbiamo intenzione di piegarci a questo tipo di pressioni". Il dirigente ha stigmatizzato in particolare il tono aggressivo e volutamente intimidatorio dell'azione.
Sulla vicenda è intervenuto anche il prefetto Donato Cafagna, che ha raggiunto personalmente la sede dell'Asl per esprimere solidarietà all'istituzione colpita. Cafagna ha confermato che le forze di polizia hanno avviato le indagini per identificare i responsabili: "I manifestanti avevano i volti scoperti - ha dichiarato - e siamo fiduciosi di poterli riconoscere grazie agli elementi raccolti". Il prefetto ha anche precisato che l'Asl svolge un ruolo cruciale nel fornire assistenza medica anche all'interno dei Centri di permanenza per il rimpatrio, sottolineando così l'importanza della funzione sanitaria svolta dall'ente anche in questi contesti.