Prosegue l'incertezza sulla collocazione dei tre bambini della cosiddetta famiglia nel bosco. Dopo l'allontanamento della madre, i minori rimangono ospitati presso la struttura di Vasto dove sono stati trasferiti ormai da tre mesi e mezzo. Gli enti competenti, nonostante gli sforzi, non hanno ancora individuato una soluzione alternativa ritenuta idonea per accoglierli, motivo per cui si sta valutando la possibilità di mantenerli nel centro vastese almeno per il periodo immediato.
La situazione dei tre giovani continua a rappresentare una sfida complessa per i servizi sociali e le autorità locali. Le ricerche di strutture disponibili e adatte alle specifiche esigenze dei ragazzi si sono rivelate finora infruttuose, costringendo chi di dovere a rimandare decisioni definitive e a concentrarsi sul consolidamento della permanenza nel luogo attuale, dove i bambini hanno già iniziato a stabilizzarsi dopo mesi di vita nomade.
Sulla questione della tutela legale emerge una novità potenzialmente significativa. Si starebbe considerando l'ipotesi di trasferire l'esercizio della patria potestà esclusivamente al padre Nathan. Tale soluzione comporterebbe l'attribuzione al genitore di tutte le responsabilità decisionali relative alla salute, all'istruzione e alle condizioni abitative dei tre figli, rimuovendo eventuali ostacoli procedurali e permettendo una gestione più snella della situazione familiare.