Una nuova ombra si allunga sulla vicenda dei trapianti cardiaci presso l'ospedale Monaldi di Napoli. Una madre ha deciso di riaprire il fascicolo sulla morte di sua figlia, avvenuta nel marzo 2023, a distanza di circa ventiquattro mesi da un delicato intervento di trapianto cardiaco eseguito nella medesima struttura ospedaliera. La bambina era stata sottoposta all'operazione nell'agosto del 2021, quando aveva poco più di un anno di vita. All'epoca, l'intervento chirurgico era stato considerato un successo dai medici.

La morte della piccola paziente è stata verosimilmente causata da un fenomeno di rigetto dell'organo trapiantato, una complicazione purtroppo non rara nei percorsi post-trapianto. Tuttavia, in quella circostanza, i familiari della bambina non avevano presentato alcuna segnalazione formale alle autorità competenti. Solo adesso, a distanza di tempo e probabilmente dopo aver appreso dei risvolti emersi in altre indagini, la madre ha scelto di agire: ha richiesto l'accesso alla documentazione clinica della figlia e ha deciso di rivolgersi a un legale per supportare le sue istanze.

La scelta del patrocinio legale non è casuale. La madre della piccola ha infatti contattato l'avvocato Francesco Petruzzi, lo stesso professionista che sta seguendo il caso del piccolo Domenico, un bambino di due anni e mezzo al quale era stato trapiantato un organo risultato inutilizzabile al momento dell'impianto. Questo collegamento tra i due fascicoli suggerisce una possibile connessione tra i procedimenti e alimenta il sospetto che le irregolarità riscontrate possano essere di natura sistemica piuttosto che isolate.

La riapertura di questo dossier rappresenta un momento cruciale nell'inchiesta sulla gestione dei trapianti cardiaci presso la struttura napoletana. Entrambi i casi interessano lo stesso reparto, i tempi sono relativamente ravvicinati e la documentazione clinica potrebbe rivelare aspetti rilevanti per la comprensione di quanto accaduto. Gli sviluppi dei prossimi giorni saranno determinanti per fare chiarezza sulle responsabilità mediche e organizzative coinvolte.