La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha lanciato un chiaro monito durante la trasmissione Fuori dal coro, condotta da Mario Giordano su Retequattro. L'esecutivo non esclude di ricorrere a maggiorazioni tributarie nei confronti delle imprese del settore energetico qualora venissero riscontrati comportamenti speculativi sui costi dell'energia. In tal caso, le risorse derivanti da queste imposte verrebbero utilizzate per contenere l'impatto sulle fatture dei consumatori. Si tratta di una dichiarazione che consolida l'indirizzo politico del governo in materia di prezzi dell'elettricità, questione su cui l'opposizione ha ripetutamente criticato l'amministrazione in seguito alla recente escalation nel conflitto iraniano.

Per Meloni, una delle sfide prioritarie rimane proprio "impedire che le manovre speculative facciano schizzare alle stelle i costi dell'energia". L'avvertimento della premier rappresenta una volontà di presidio contro possibili distorsioni del mercato, garantendo che eventuali extra-profitti generati da speculazione verrebbero trasferiti ai contribuenti attraverso riduzioni tariffarie.

Sul fronte internazionale, la presidente del Consiglio ha affrontato il tema del caos geopolitico globale, allineandosi alle posizioni espresse dal ministro della Difesa Guido Crosetto. Secondo Meloni, "le regole tradizionali del diritto internazionale sono oggettivamente venute meno". Tuttavia, ha precisato che questa tendenza non rappresenta un fenomeno recente legato esclusivamente agli ultimi sviluppi. La premier ha individuato il momento critico nella crisi strutturale apertasi con l'invasione russa dell'Ucraina nel 2022, sottolineando l'anomalia di una grande potenza nucleare che viola il diritto internazionale senza che le istituzioni preposte riescano a imporre conseguenze.

Riguardo al conflitto Iran-Israele, Meloni ha affermato di non possedere elementi sufficienti per formulare posizioni categoriche, esattamente come il resto dell'Europa. Ha sottolineato che, a parte il premier spagnolo, nessun leader europeo ha esplicitamente condannato l'operazione israeliana, né alcuno partecipa attivamente al conflitto. La presidente ha ricondotto il deterioramento della situazione alla mancata conclusione di un accordo sul nucleare iraniano, citando le valutazioni americane e israeliane secondo cui Teheran avrebbe accresciuto i livelli di arricchimento dell'uranio ben al di là di quanto necessario per scopi civili.