Una serata nera per l'Apu Udine quella dell'8 marzo 2026. I bianconeri escono sconfitti dal confronto casalingo contro l'Openjobmetis Varese con un finale di 92-81 che non ammette repliche. I lombardi, protagonisti di una vera e propria rinascita negli ultimi due mesi, hanno dimostrato di essere un avversario completamente diverso rispetto all'inizio stagione, quando sembravano destinati ai margini della classifica. Quella di stasera rappresenta l'ennesima prova di questa trasformazione: dopo aver beffato due squadre di vertice come Milano e Brescia, Varese ha trovato i meccanismi giusti per imporsi anche al Pala Carnera.

La partita è stata indirizzata fin dalle prime battute, quando i varesini hanno costruito un primo quarto devastante raccogliendo 28 punti e facendo subito comprendere ai friulani quale sarebbe stato il copione della serata. L'arma principale dei lombardi è stato il tiro dalla distanza, letale e incessante, mentre dal versante offensivo il duetto Iroegbu-Nkamhoua ha fatto danni, sommando 43 punti tra loro due. Udine, al contrario, ha navigato in acque tempestose per l'intera durata del match, con un vantaggio in doppia cifra per gli ospiti mantenuto quasi ininterrottamente fino al buzzer finale.

Ai padroni di casa è mancato praticamente tutto ciò che li ha caratterizzati nel corso della stagione: la capacità di leggere il gioco, quella determinazione difensiva costante, la qualità del basket proposto. Le assenze di Calzavara e Bendzius hanno pesato come un macigno, lasciando buchi difficili da colmare. Unica nota positiva della serata è stata la prestazione monumentale di Mekowulu, ancora una volta dominatore della zona verniciata con 25 punti e 14 rimbalzi, numeri che sottolineano quanto il nigeriano stia vivendo un momento di grande splendore. Tuttavia, l'ottima prova individuale del lungo friulano non è bastata nemmeno lontanamente a compensare il tracollo collettivo della squadra.

Gli altri interpreti della squadra di casa hanno deludente. Christon non ha saputo imprimere quel ritmo e quella qualità in regia che contraddistinguono solitamente il suo gioco. Alibegovic si è rivelato quasi invisibile, quando invece la sua capacità realizzativa sarebbe stata preziosa. Da Ros ha faticato parecchio fisicamente contro la robustezza dei lunghi varesini e ha commesso palloni smarriti ingenui. Zoriks ha gestito discretamente il possesso ma è sembrato privo del coraggio necessario. Persino Ikangi, che nel finale ha donato qualche sprazzo di speranza con un paio di triple, ha passato in ombra quasi tutta la partita.

Il ko accende un campanello d'allarme per l'Apu in ottica qualificazione ai playoff. Con questa sconfitta il cammino verso il traguardo stagionale diventa più ripido, e servirà una reazione vera e propria nelle prossime uscite. Varese, intanto, continua la sua cavalcata di risurrezione, dimostrando che il progetto di restyling voluto dalla dirigenza lombarda sta dando i frutti sperati.