Sei anni fa, nel marzo 2020, Giuseppe Conte si affacciò nei feed degli italiani con una diretta Facebook che segnerà per sempre la memoria collettiva nazionale: l'annuncio del lockdown. In quella settimana cruciale tra il 9 e il 13 marzo 2020, i principali leader politici italiano si riversarono sui social network per mantenere un contatto diretto con i cittadini, con Matteo Salvini e lo stesso Conte a fare da padroni incontrastati dell'ecosistema digitale.
A distanza di soli sei anni, il confronto tra il medesimo periodo del 2026 restituisce un quadro radicalmente diverso. Le gerarchie digitali si sono completamente invertite, rispecchiando le fortune e i declini elettorali delle diverse leadership. Ma il vero sconvolgimento riguarda le piattaforme stesse: Facebook e X, l'ex Twitter con il suo celebre uccellino blu, hanno perso quasi completamente la loro posizione centrale nel dibattito politico digitale. Gli algoritmi delle piattaforme hanno progressivamente compresso la visibilità dei contenuti, riducendo drasticamente la capacità di raggiungere un'audience ampia e coinvolgere i seguaci.
A occupare il trono dell'attenzione digitale è arrivato Instagram, con i suoi reel e caroselli che hanno conquistato politici e cittadini. Nel 2020, Matteo Salvini raccoglieva oltre 2,5 milioni di reazioni su Instagram e quasi 2,8 milioni su Facebook, numeri che rendevano evidente il suo predominio nella comunicazione politica online di quel periodo. Conte, pur essendo il presidente del Consiglio, occupava una posizione secondaria rispetto al leader della Lega.
I dati attuali raccontano una storia completamente diversa. I flussi di attenzione degli utenti digitali hanno non solo seguito, ma spesso anticipato i risultati delle competizioni elettorali. Questo fenomeno suggerisce come il coinvolgimento sui social media sia diventato un indicatore sempre più affidabile del consenso politico reale, trasformando le piattaforme in veri e propri sismografi della dinamica politica nazionale.
La transizione verso Instagram rappresenta un cambiamento strutturale nel modo in cui la politica italiana comunica con i cittadini: dai lunghi testi e dagli annunci formali su Facebook e Twitter si è passati a una comunicazione più visuale, immediata e narrativa. Le immagini, i video brevi e i contenuti visivamente accattivanti hanno sostituito il formato testuale come strumento principale di engagement politico, costringendo i leader a reinventare completamente le loro strategie di comunicazione digitale per adattarsi a un panorama mediatico in costante evoluzione.