Un caso di successione ereditaria scuote Siracusa. La Procura ha emesso un decreto di rinvio a giudizio contro due vicini di casa di un uomo anziano e facoltoso, deceduto nel tempo. Secondo l'accusa, i due avrebbero orchestrato uno schema per dirottare verso di sé una parte consistentissima del patrimonio della vittima: immobili valutati intorno ai due milioni di euro, oltre a disponibilità liquide, conti correnti e polizze assicurative. Le indagini sono partite dalla denuncia dei veri eredi biologici dell'uomo, originario del Friuli Venezia Giulia che da anni risiedeva a Lido di Noto.
Secondo la ricostruzione della Procura, il 28 maggio del 2023 i due imputati avrebbero confezionato un testamento olografo contraffatto, fingendo che fosse stato sottoscritto dal defunto. Ancora più grave, sostiene l'accusa, è l'aver costrutto una terza persona a firmare un contratto di assicurazione sulla vita a nome dell'anziano, designando come beneficiario uno dei due vicini. Le accuse formali includono falsità materiale, sostituzione di persona e contraffazione di testamento olografo.
La dinamica dei fatti rivela una situazione di vulnerabilità. Dopo il decesso della convivente e privo di figli, l'anziano possidente si era trovato solo e aveva iniziato a dipendere dai vicini per l'assistenza quotidiana. Fu proprio scoprendo il testamento a favore di tre persone completamente estranee alla famiglia che i parenti biologici decisero di ricorrere alle autorità e far scattare le indagini che hanno portato al rinvio a giudizio.
I due imputati, rappresentati dagli avvocati Antonino Campisi, Salvatrice Sarcià e Giuseppe Cultrera, respingono categoricamente ogni accusa. I legali sostengono che il testamento rispecchia pienamente la volontà effettiva dell'anziano e che la sottoscrizione sia autentica. Come prova della loro buona fede, gli avvocati hanno annunciato che produrranno in giudizio documentazione e filmati che dimostrerebbero il costante impegno e la dedizione dei loro assistiti nel prendersi cura dell'uomo durante gli ultimi anni di vita.
L'udienza è stata fissata per il 23 giugno prossimo dinanzi al giudice monocratico del tribunale siracusano. Nel frattempo, la posizione del terzo indagato è stata già archiviata. Il caso rimane emblematico dei rischi connessi all'isolamento sociale degli anziani e della necessità di tutele specifiche quando emergono anomalie in questioni ereditarie di questa rilevanza economica.