La situazione in Citynews si fa sempre più tesa. Nel corso di un'assemblea straordinaria tenutasi mercoledì 13 marzo, i giornalisti della testata hanno deciso di attivare immediatamente lo stato di agitazione, con un'adesione schiacciante: circa l'80 per cento dei voti a favore. La decisione rappresenta la risposta a una vera e propria ondata di licenziamenti che ha investito la redazione nell'arco di una sola settimana, colpendo complessivamente più di 20 professionisti dell'informazione.
I numeri della crisi sono significativi: 16 dipendenti con contratti precari e 5 assunti a tempo indeterminato si sono visti recapitare la comunicazione di licenziamento attraverso posta elettronica certificata, senza alcun preavviso e senza che venisse concesso un confronto preventivo. La procedura adottata dall'azienda ha violato quanto previsto dal contratto nazionale di categoria Figec-Uspi, che impone la consultazione del Comitato di Redazione prima di attuare simili riduzioni di organico. Il dato ancora più preoccupante riguarda le modalità di esecuzione: diversi giornalisti hanno visto disattivati contemporaneamente i propri accessi ai sistemi aziendali mentre erano al lavoro, generando uno stato di incertezza e paura tra i colleghi rimasti in servizio.
Il Comitato di Redazione e la federazione sindacale Figec hanno manifestato forti critiche sia per quanto riguarda il merito delle scelte che per la forma con cui sono state comunicate. L'azienda ha giustificato i tagli ricorrendo a generiche esigenze di contenimento dei costi, ma ha sistematicamente rifiutato di avviare un dialogo costruttivo nonostante i ripetuti appelli delle rappresentanze sindacali. Questo atteggiamento ha accelerato la decisione di convocare l'assemblea straordinaria e di attivare le misure di protesta.
Dall'assemblea è emerso un mandato chiaro affidato al Cdr: la convocazione di assemblee urgenti e la predisposizione di un pacchetto di 10 giornate di sciopero, da mettere in atto qualora la direzione dovesse persistere nel rifiutare il confronto. La scelta è stata sottoscritta anche dal sindacato Figec. Sul fronte delle rivendicazioni, i lavoratori chiedono tre cose fondamentali: la sospensione immediata del piano di riduzione del personale, la convocazione urgente di un tavolo di negoziazione e il ritiro integrale dei licenziamenti nonché delle interruzioni delle collaborazioni già comunicate.
La tensione che caratterizza ora Citynews riflette uno scenario più ampio che tocca il settore editoriale italiano, dove le ristrutturazioni aziendali spesso procedono al di là delle tutele contrattuali previste. In questo caso, la mobilitazione della redazione rappresenta un tentativo di invertire la rotta attraverso lo scontro sindacale, con le prossime settimane che potrebbero rivelarsi decisive per il futuro della testata e dei suoi dipendenti.