La petroliera russa Arctic Metagaz rimane alla deriva nel Mediterraneo, trasportando con sé quantitativi significativi di gas liquefatto, olio pesante e gasolio. La nave, rimasta senza equipaggio dopo aver subito danni strutturali, si trova attualmente nelle acque territoriali di Malta, allontanandosi progressivamente dalle zone di competenza italiana. Secondo le informazioni disponibili, il relitto si trova a circa venti miglia dalle acque nazionali e continua a spostarsi verso sud-sudest sotto la spinta delle correnti marine.
Le autorità italiane mantengono una sorveglianza costante della situazione attraverso unità militari posizionate a distanza e monitoraggio via radar. Finora non sono stati segnalati versamenti di sostanze inquinanti in mare, elemento che mitiga almeno parzialmente i rischi per l'ecosistema marino. Le previsioni meteorologiche suggeriscono che nelle ore successive la petroliera continuerà il suo spostamento verso sud, riducendo ulteriormente la possibilità che entri nelle acque territoriali italiane e riportandola progressivamente sotto la responsabilità delle autorità maltesi.
L'Italia ha ufficialmente messo a disposizione i propri mezzi di intervento per affrontare eventuali emergenze, decisione adottata durante un vertice strategico svoltosi presso Palazzo Chigi e presieduto dalla premier Giorgia Meloni. Tuttavia, finora le autorità di Malta non hanno formulato risposte concrete alla proposta di supporto avanzata dal governo italiano. La questione rimane delicata proprio a causa della natura della merce trasportata: il carico di Arctic Metagaz rappresenta un potenziale rischio ambientale significativo nel caso di rottura dello scafo o di fuoriuscite accidentali.