A due settimane di distanza dalla loro apparizione al Festival di Sanremo 2026, Marco Masini tira le somme dell'esperienza vissuta insieme a Fedez. I due artisti hanno presentato il brano "Male Necessario", piazzandosi al quinto posto della kermesse musicale ligure e conquistando anche il riconoscimento per il miglior testo della competizione. In una lunga intervista al Corriere della Sera, il cantautore toscano ripercorre ogni dettaglio di quella collaborazione inaspettata, sottolineando come il risultato sia stato tutt'altro che scontato.
Secondo quanto dichiarato da Masini, il merito di questo successo va attribuito al dialogo costante tra lui e Fedez, tanto sul palco dell'Ariston quanto dietro le quinte. "Lo scambio energetico tra noi due è stato il vero catalizzatore della nostra felicità artistica", ha spiegato il cantautore, evidenziando come questa complementarità abbia prodotto un pezzo coeso e convincente. Masini non teme di riconoscere i meriti del collaboratore, anzi: descrive Fedez come uno specchio in cui ritrova se stesso da giovane, impulsivo e spinto dal desiderio di trasformare il panorama culturale.
Ma è sulla dinamica creativa tra i due che Masini si sofferma maggiormente. Ha apprezzato soprattutto la capacità del rapper di sintetizzare i concetti in tempi brevi: dove i cantautori necessiterebbero di quasi sei minuti per esprimere un'idea, Fedez riesce a condensarla in una manciata di secondi. Inoltre, Masini ha notato come il milanese sappia catturare e comunicare i momenti con velocità e consapevolezza, sempre mantenendo il confronto prima di condividere. "I ritornelli prendono forma grazie alle strofe", ha spiegato con una metafora efficace, "perciò non c'è gerarchia tra noi: è un rapporto di reciproca dipendenza artistica, dove ognuno porta il 50% di merito e il 50% di responsabilità".
Nel corso dell'intervista, Masini ha anche affrontato il tema delle sue fragilità personali, rivelando che il momento più critico della sua vita coincise paradossalmente con il raggiungimento del massimo successo professionale. "Quella fu l'epoca in cui persi completamente l'orientamento", ha confessato, tracciando un quadro vulnerabile del celebre artista. Oggi, sostiene, è un uomo ordinario che ha scelto di dedicare parte della sua esistenza alla musica, un sacrificio in cui vede quasi un dovere morale verso sua madre, che amava cantare nelle feste locali. Il rimpianto maggiore rimane quello di non essere stato accanto a lei nella notte della sua morte, assente perché impegnato in un'esibizione musicale.