Una marea di persone ha invaso le strade della capitale romana nonostante il maltempo, dando vita a una manifestazione di protesta che ha coinvolto studenti, lavoratori e famiglie giunti da diverse regioni d'Italia. Il ritrovo era stato fissato in piazza della Repubblica, dove già nelle scale della stazione metropolitana omonima si levavano cori e slogan accesi contro le politiche internazionali e il governo nazionale. La mobilitazione, indetta dal Comitato per il 'No sociale', si proponeva di rappresentare il dissenso su più fronti simultaneamente: dalla condotta bellica alla situazione politica interna, fino alle questioni referendarie in agenda.

I toni della protesta sono stati particolarmente aspri verso le figure internazionali di Donald Trump e Benjamin Netanyahu, con manifestanti che hanno scandito accuse di responsabilità negli atti di violenza contro la popolazione civile. Parallelamente, gli striscioni e le voci della piazza puntavano il dito contro l'esecutivo Meloni, chiedendone esplicitamente le dimissioni. Un giovane manifestante ha sintetizzato il messaggio centrale della protesta affermando che lo Stato israeliano rappresenterebbe una minaccia da cui difendersi, riflettendo la preoccupazione diffusa tra i partecipanti riguardo alla situazione mediorientale.

Il corteo si è mosso da piazza della Repubblica verso la basilica di San Giovanni in Laterano, guidato da un palco mobile che precedeva la colonna di manifestanti. Lungo il percorso sventolavano bandiere di molteplici paesi e organizzazioni: quelle palestinesi, iraniane, venezuelane e cubane affiancavano i vessilli della pace, insieme ai simboli dei sindacati e dei movimenti che avevano promosso l'evento. Tra gli organizzatori figuravano realtà come Osa, Cambiare Rotta, Potere al Popolo e l'Usb, che hanno mobilitato i propri iscritti e simpatizzanti.

Le forze dell'ordine hanno presidiarà l'area di raccolta dei manifestanti, garantendo lo svolgimento della protesta in sicurezza. La partecipazione numerosa testimonia il persistente dibattito pubblico italiano su questioni geopolitiche e sulla direzione politica del Paese, con settori organizzati della società che continuano a far sentire la propria voce attraverso le vie delle principali città italiane.