La situazione umanitaria in Libano ha raggiunto livelli allarmanti a causa della recente ondata di bombardamenti. Secondo quanto riferito da Emmanuel Massart, medico dell'organizzazione Medici Senza Frontiere presente sul territorio, il numero degli sfollati ha superato quota settecentomila, creando una vera e propria emergenza sociale. Di questi, soltanto 122mila hanno trovato accoglienza presso strutture organizzate, mentre la stragrande maggioranza vive in condizioni ancora più precarie: per le strade, dentro automobili o in spazi improvvisati.
Le infrastrutture di accoglienza esistenti sono completamente inadeguate a gestire l'ondata di profughi. Massart ha descritto personalmente le carenze riscontrate visitando uno dei rifugi, che ospita circa ottocento persone. In quella struttura risultano disponibili solamente otto servizi igienici, uno ogni cento persone: una proporzione che viola ogni standard umanitario internazionale. Oltre all'insufficienza dei bagni, le strutture soffrono della mancanza di cibo e di beni essenziali per l'igiene personale.
L'organizzazione ha inoltre stigmatizzato gli attacchi alle infrastrutture civili e alle strutture mediche, definendoli violazioni del diritto internazionale. Secondo Massart, colpire deliberatamente queste strutture rappresenta una pratica illegittima che aggrava ulteriormente la già critica situazione dei civili libanesi. Questa denuncia sottolinea come il conflitto non colpisca indiscriminatamente, ma specificamente i servizi essenziali alla sopravvivenza della popolazione.