Una scena senza precedenti ha caratterizzato una manifestazione a Manchester pochi giorni fa, quando due individui a cavallo sono apparsi improvvisamente nel centro cittadino, attirando l'attenzione di passanti e generando confusione diffusa. I due cavalieri indossavano equipaggiamenti che ricordavano uniformi militari, con cappelli a visiera e abiti strutturati, assumendo un atteggiamento autoritario che ha fatto pensare agli osservatori di trovarsi di fronte a membri di una milizia. Muovendosi lentamente per le strade cittadine, hanno ignorato i segnali degli agenti di polizia presenti sul posto, comportandosi come se stessero effettuando una perlustrazione della zona e generando notevole preoccupazione tra i residenti.
L'episodio si è verificato davanti al Manchester Islamic Centre in Sidney Street, dove si stava tenendo una veglia in memoria dell'ayatollah Ali Khamenei, la guida suprema dell'Iran deceduto a seguito di operazioni militari condotte da Stati Uniti e Israele contro Teheran. Circa duecento persone, tutte fedeli al regime iraniano, avevano partecipato all'evento sventolando bandiere iraniane e palestinesi, mentre alcuni manifestanti bruciavano effigi del premier israeliano Netanyahu. La situazione si è complicata con l'arrivo di un contro-corteo molto più consistente, formato da trecentoquattrocento persone tra dissidenti iraniani, cittadini britannici e simpatizzanti israeliani, che ostentavano la bandiera pre-rivoluzionaria dell'Iran e scandivano il nome di Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo Shah, attualmente in esilio. Lo scontro verbale, alimentato da cori e musica diffusa ad alto volume, aveva già elevato significativamente il livello di tensione tra i due schieramenti.
È in questo contesto già precario che i due cavalieri hanno fatto il loro ingresso. Secondo molteplici testimonianze, la loro posizione risultava chiaramente schierata dalla parte dei sostenitori del regime, che costituivano il gruppo numericamente più debole. Un testimone ha riferito che i cavalieri agivano come una sorta di barriera protettiva: "Stavano proteggendo i loro sostenitori e tentavano di intimidire il resto dei manifestanti. Quando gli oppositori cercavano di capire chi fossero, non rispondevano alle domande". I filmati che hanno iniziato a propagarsi sui social network hanno documentato i movimenti dei due individui mentre si avanzavano verso i contestatori, mentre le forze di polizia locali sembravano incapaci di intervenire efficacemente sulla situazione.
L'identità e le intenzioni dei due cavalieri rimangono avvolte nel mistero, alimentando dibattiti sui social media e suscitando interrogativi sulle dinamiche di sicurezza durante manifestazioni di questo tipo. L'episodio ha riacceso le discussioni sulla gestione dei cortei nelle metropoli britanniche e sulla capacità delle autorità locali di mantenere l'ordine quando gruppi contrapposti si raccolgono in aree urbane densamente popolate. Fino ad ora, non sono giunti comunicati ufficiali che chiariscano l'origine di questi personaggi o se avessero ricevuto autorizzazioni per partecipare alla manifestazione.