Tensioni politiche ancora più acute a Cuba, dove nel municipio di Morón, situato nella provincia di Ciego de Avila, la popolazione ha inscenato una rivolta contro le istituzioni governative. Nel corso delle proteste antigovernativi, un gruppo di dimostranti ha fatto irruzione nella sede municipale del Partito comunista cubano, distruggendo sistematicamente il contenuto dell'edificio e utilizzando quanto asportato per alimentare roghi in strada. Tra gli oggetti divelti e incendiati figuravano arredi, decorazioni murali e materiale di stampa propagandistica del regime.

L'episodio si è verificato in un contesto di isolamento informativo: al momento dei disordini la connessione internet nella zona era stata interrotta, impedendo la diffusione immediata delle informazioni attraverso i canali digitali. Questa circostanza ha comunque amplificato il senso di caos e limitato la capacità delle autorità di coordinare una risposta tempestiva ai tumulti.

Secondo quanto segnalato dalla nota oppositrice Rosa María Payá tramite i suoi account sui social network, le forze di sicurezza hanno reagito ai tumulti aprendo il fuoco sulla folla radunata. Nel corso dello scontro un ragazzo ha riportato una ferita d'arma da fuoco alla gamba mentre si trovava nei pressi della struttura del partito. Le dichiarazioni della dissidente forniscono uno dei pochi resoconti dettagliati dell'accaduto, in considerazione delle restrizioni sulla libertà di stampa vigenti nell'isola.

L'accaduto rappresenta l'ennesima manifestazione del crescente malcontento della popolazione cubana nei confronti dell'amministrazione centrale, con episodi di violenza e protesta che coinvolgono sempre più direttamente i simboli istituzionali del potere político.