Marco Travaglio ha rivolto ieri pesanti accuse nei confronti di Ursula von der Leyen, affermando che la presidente della Commissione europea avrebbe intascato tangenti dall'industria bellica. Le dichiarazioni del direttore del Fatto Quotidiano sono arrivate durante un dibattito pubblico nel momento in cui si discusse del piano ReArm Europe, l'ambizioso programma lanciato dall'Unione europea in risposta all'invasione russa dell'Ucraina. Travaglio ha sostenuto che la decisione di stanziare 800 miliardi di euro per l'acquisto di armamenti sarebbe il risultato di corruzione, senza tuttavia fornire alcun elemento probatorio a sostegno della sua tesi. «La signora von der Leyen e coloro che la corrompono hanno deciso di investire 800 miliardi in armamenti. Lo scopriremo probabilmente tra qualche anno», ha dichiarato, aggiungendo che von der Leyen sarebbe una sorta di «salvadanaio» passato dai vaccini al riarmo europeo.

La reazione più decisa è giunta da Carlo Calenda, leader del movimento politico Azione, che ha scelto di amplificare pubblicamente le parole del direttore tramite i propri canali social, affrontando la questione in lingua inglese e taggando direttamente la presidente della Commissione. Calenda ha definito esplicitamente le accuse di Travaglio come «propaganda di Putin», evidenziando come il giornalista rappresenterebbe una visione filo-russa e vicina ai Cinquestelle. La mossa di Calenda mira chiaramente a esporre quello che ritiene essere un tentativo di delegittimazione delle istituzioni europee attraverso insinuazioni senza fondamento.

L'episodio riporta al centro del dibattito italiano il tema della credibilità delle fonti informative e della responsabilità giornalistica quando si affrontano figure istituzionali di primo piano. Le accuse formulate da Travaglio, prive di documentazione o riscontri investigativi concreti, rappresentano un salto qualitativo nel tono dello scontro politico. Il piano ReArm Europe, avviato dopo l'aggressione russa all'Ucraina nel 2022, rimane uno dei provvedimenti più divisivi dell'agenda europea contemporanea, con posizioni che variano significativamente tra gli stati membri e all'interno dei diversi schieramenti politici nazionali.

La questione del riarmo europeo continua a generare dibattito intenso sulla corretta allocazione delle risorse pubbliche e sulla trasparenza dei processi decisionali comunitari. Tuttavia, le modalità con cui Travaglio ha presentato le sue critiche—sotto forma di accuse generiche di corruzione senza prove documentali—hanno sollevato interrogativi sulla metodologia stessa del dibattito politico in Italia. Il contrasto tra il giornalista e Calenda esemplifica come temi legittimi di discussione pubblica possano trasformarsi in scontri personali quando affrontati mediante affermazioni non supportate da evidenze verificabili.