La mobilitazione di Forza Italia per il referendum sulla giustizia si conclude con un grande evento nella capitale. I treni azzurri che hanno percorso l'Italia negli ultimi due giorni, trasportando la campagna per il Sì, rappresentano secondo il vicepremier Antonio Tajani l'espressione di un'Italia che desidera profondamente trasformarsi. «Vedo un entusiasmo straordinario», commenta Tajani, «questa iniziativa incarna il Paese che vuole cambiare, che aspira a essere più europeo, con una magistratura libera da condizionamenti politici nella progressione delle carriere».

Il leader di Forza Italia sottolinea come la coalizione promotrice del Sì al referendum abbia capacità di attrazione trasversale, richiamando personalità storiche del centrosinistra come Pisapia, Di Pietro e Picierno. Tajani insiste sulla natura non partitica della riforma: «Questo non è uno scontro tra destra e sinistra, non è una battaglia del governo. È una riforma per iniziare a rinnovare il nostro Paese». Quanto alle elezioni, rimanda al 2027: «Allora gli italiani valuteranno il nostro operato».

In una risposta indiretta al procuratore Nicola Gratteri, che ha espresso critiche sulla riforma, Tajani dichiara con tono deciso: «La mafia, la 'ndrangheta, la camorra, la Sacra corona unita mi fanno schifo, e proprio per questo voto Sì». Il vicepremier respinge categoricamente l'accusa che la riforma punta a sottomettere la magistratura all'esecutivo: «È una bugia colossale. Non vogliamo mettere i pubblici ministeri sotto il governo. Non abbiamo conti da regolare con nessuno, né con chi vince né con chi perde».

Paolo Barelli, capogruppo dei deputati azzurri, celebra il successo della manifestazione milanese di ieri e della conclusione romana odierna. «L'eco mediatica è stata straordinaria», afferma Barelli. Ieri a Milano sono confluiti i segretari regionali, i militanti e i ministri Gilberto Pichetto e Paolo Zangrillo, partiti da Torino, Aosta, Bologna, Genova e Venezia. Oggi alla stazione Tiburtina di Roma sono giunti treni provenienti da Napoli e Firenze, portando parlamentari, coordinatori e simpatizzanti del partito.

L'operazione «Le frecce del Sì» si configura come uno dei maggiori sforzi organizzativi di Forza Italia nella campagna referendaria, mirando a costruire una narrazione unitaria attorno alla riforma della giustizia. La strategia comunicativa evidenzia come il tema vada oltre le tradizionali divisioni politiche, cercando di attrarre voti da un'area moderata e riformista che trascende gli schieramenti abituali.