Napoli si prepara a diventare epicentro della campagna referendaria sulla giustizia nei prossimi giorni. La capitale campana accoglierà in rapida successione i volti più rappresentativi della contrapposizione su uno dei temi più divisivi dell'agenda politica nazionale. Martedì alla Stazione Marittima arriverà Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, per chiudere l'iniziativa regionale del partito in favore del No al referendum. L'evento rappresenta un momento conclusivo della mobilitazione dem al Sud, territorio cruciale per il voto referendario.
Mercoledì toccherà invece a due protagonisti dello schieramento opposto calcare il palcoscenico napoletano. Giuseppe Conte, leader del Movimento Cinque Stelle, sarà in città per sostenere il No alla riforma, mentre Carlo Nordio, ministro della Giustizia del governo Meloni e principale artefice della riforma, sarà presente con veste istituzionale. Il ministro parteciperà alla celebrazione dell'anniversario di fondazione del corpo di polizia penitenziaria, occasione che gli consente di toccare il tema della giustizia da una prospettiva ufficiale.
La scelta di concentrare questi eventi nel breve volgere di tre giorni trasforma Napoli in una vera arena del dibattito nazionale. La vicinanza temporale degli appuntamenti evidenzia l'importanza strategica della Campania nel bilancio complessivo del referendum, che vedrà i cittadini chiamati a pronunciarsi sulla riforma della magistratura promossa dal governo.
La successione dei tre protagonisti disegna una mappa politica complessa: il Partito Democratico mantiene una posizione di netto contrasto rispetto alla riforma, mentre il M5S, nonostante le trasformazioni interne degli ultimi anni, rimane ancorato al No. Diversa la linea della maggioranza di governo, che sostiene la necessità di modificare l'ordinamento giudiziario secondo le proposte di Nordio, al quale il referendum referenda direttamente il suo operato.