Un'inchiesta condotta dalle autorità romane ha portato alla luce una rete di abusi su minori che coinvolge due adulti con ruoli professionali di rilievo. Al centro della vicenda un ex giornalista di 48 anni, già vicedirettore di un importante telegiornale nazionale e responsabile della comunicazione presso un'azienda partecipata dallo Stato, e una insegnante di lettere di 52 anni attualmente in servizio a Treviso. Secondo le ricostruzioni degli investigatori, i due intrattengono una relazione clandestina da almeno nove anni, sin dal 2017, durante il quale risiedevano entrambi a Roma con le rispettive famiglie.
La scoperta più inquietante riguarda l'utilizzo sistematico della figlia della professoressa come soggetto di materiale sessualmente esplicito. Gli inquirenti hanno accertato che la minore è stata fotografata e filmata di nascosto nel corso degli anni, incluse registrazioni risalenti al 2017 quando aveva appena otto anni. Il materiale veniva custodito in una galleria criptata e periodicamente condiviso tra i due complici attraverso messaggi privati, nei quali l'uomo chiedeva esplicitamente alla donna se conservasse ancora i video più datati. Contemporaneamente, i due hanno esteso gli abusi ai nipoti della professoressa, due bambini oggi di nove e cinque anni, che risultano essere stati molestati e ripresi a partire da giugno 2024, quando avevano rispettivamente sette e tre anni.
Gli elementi più gravi emersi dalle indagini riguardano l'utilizzo da parte dell'ex giornalista di un canale riservato su Telegram, piattaforma utilizzata frequentemente per lo scambio di materiale pedopornografico in ambienti criminali. I dispositivi sequestrati hanno restituito diversi screenshot che documentano lo scambio di contenuti con utenti sconosciuti, alimentando il sospetto che il materiale relativo ai figli della insegnante sia stato propagato su reti più ampie di abusatori online. Gli investigatori temono che le immagini e i video prodotti possano essere stati diffusi su circuiti illegali internazionali.
La vicenda è venuta alla luce quando la figlia della professoressa, ormai adolescente, ha scoperto di essere vittima di questo schema criminoso durante una visita regolare presso la madre a Treviso. Inizialmente ignara degli abusi, la ragazza si è rivolta alla convivente del padre, che abita con lei in Campania. La donna, dopo la separazione della professoressa nel 2022, aveva instaurato un rapporto di fiducia con la minore, diventando il punto di riferimento al quale la ragazza potesse rivolgersi. La rivelazione ha consentito agli investigatori di risalire all'intera operazione e di acquisire le prove necessarie per procedere con i deferimenti alle autorità giudiziarie.
Le autorità stanno ora conducendo approfondimenti per stabilire l'effettiva diffusione del materiale pedopornografico e per identificare possibili altri soggetti coinvolti nella rete di scambio. Parallelamente proseguono gli accertamenti sulla durata complessiva degli abusi e sull'eventuale coinvolgimento di altre vittime. Gli atti sono stati trasmessi alla Procura della Repubblica, che ha avviato il fascicolo per i reati di produzione e distribuzione di materiale pedopornografico, nonché per i maltrattamenti e gli abusi sessuali aggravati ai danni di minori.