Kaja Kallas, Alta Rappresentante dell'Unione Europea, ha lanciato una proposta ambiziosa durante i lavori del Consiglio Affari Esteri: creare un meccanismo di cooperazione internazionale per lo Stretto di Hormuz sul modello dell'accordo che ha permesso l'esportazione di grano dall'Ucraina attraverso il Mar Nero. L'iniziativa nasce dalla necessità di affrontare le crescenti tensioni geopolitiche che minacciano uno dei corridoi commerciali più critici del pianeta.
Secondo quanto riferito da Kallas, nel corso di un colloquio telefonico avvenuto nel fine settimana con il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres, è stata valutata la fattibilità di un'operazione coordinata a livello internazionale. Lo stretto, punto di transito fondamentale per le forniture energetiche globali, rappresenta un collo di bottiglia strategico le cui eventuali chiusure potrebbero causare conseguenze economiche devastanti, soprattutto per i paesi asiatici dipendenti dalle importazioni di petrolio.
Ma il pericolo non riguarda solo gli idrocarburi. L'Ue ha evidenziato come la situazione comporti rischi concreti anche per le forniture di fertilizzanti, elemento essenziale per la produzione agricola mondiale. Kallas ha sottolineato il nesso tra scarsità di input agricoli e sicurezza alimentare, avvertendo che una penuria di fertilizzanti nel 2024 potrebbe innescare una crisi alimentare negli anni a seguire, con effetti particolarmente gravi nei paesi più vulnerabili.
La proposta dell'Alto Rappresentante si inserisce in una strategia più ampia di stabilizzazione dei flussi commerciali globali e rappresenta un tentativo di applicare alla situazione del Golfo Persico l'esperienza maturata con il cosiddetto Corridoio Umanitario Ucraino, che ha consentito l'esportazione di milioni di tonnellate di grano nonostante il conflitto.