La criminalità organizzata napoletana ha trovato nel web un nuovo terreno di caccia. Gli investigatori hanno smantellato un'articolata rete delinquenziale riconducibile al clan Mazzarella, che operava attraverso sofisticate truffe telematiche ai danni di numerosi cittadini ignari. L'operazione di polizia giudiziaria, conclusa nella giornata di lunedì 16 marzo 2026, ha portato all'arresto di sedici soggetti coinvolti a vario titolo nel coordinamento e nell'esecuzione delle frodi digitali.
L'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Sergio Amato della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, è stata sviluppata dai magistrati inquirenti Maria Sofia Cozza, Maria Sepe e Simona Rossi. Le accuse formulate nei confronti degli arrestati spaziano dall'associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati informatici fino alla frode telematica vera e propria, passando per l'accesso abusivo a sistemi informatici protetti e la detenzione illegittima di armi da fuoco.
L'evoluzione criminale della camorra verso il cyberspazio rappresenta una tendenza sempre più marcata nel panorama della criminalità meridionale. Il clan Mazzarella, come emerge dalle indagini, ha sviluppato una vera e propria struttura specializzata nello sfruttamento delle vulnerabilità della rete per raggiungere le vittime, sottraendo denaro e dati sensibili attraverso metodi consolidati di ingegneria sociale e hackeraggio.
Decine di persone sono cadute nelle trappole tese dai membri dell'organizzazione, subendo danni patrimoniali e psicologici significativi. L'operazione odierna rappresenta un primo risultato nella difficile lotta contro questa nuova forma di criminalità organizzata, che combina la struttura gerarchica e la violenza della mafia tradizionale con la sofisticazione tecnologica del crimine digitale.