Antonio Tajani, ministro degli Affari esteri, ha confermato che il governo italiano è impegnato a trovare strumenti concreti per arginare l'aumento dei prezzi energetici e dei carburanti che sta gravando sulle famiglie e le imprese. Durante una conferenza stampa prima del summit dell'Ince, il ministro ha illustrato il ventaglio di opzioni su cui sta lavorando l'esecutivo, sottolineando l'urgenza di interventi efficaci in tempi brevi.
Tra le ipotesi allo studio figura la revisione delle accise mobili sui carburanti, meccanismo che consentirebbe aggiustamenti più rapidi al variare dei costi. Un'altra soluzione presa in considerazione riguarda l'utilizzo dell'Iva: poiché l'imposta sul valore aggiunto aumenta automaticamente al crescere dei prezzi delle materie prime, il governo sta valutando la possibilità di utilizzare questi maggiori gettiti per ridurre le accise e alleggerire il carico sui consumatori.
Tajani ha evidenziato che gli attuali rincari non sempre trovano giustificazione nei fondamentali di mercato. Il ministro ha osservato che le riserve petrolifere del mese precedente risultano ancora disponibili, per cui gli aumenti di prezzo non dovrebbero iniziare prima della scadenza mensile, a meno che non si verifichino effettivi problemi di approvvigionamento. Questo elemento suggerisce margini di manovra per contenere i rialzi speculativi.
Sul piano europeo, Tajani ha rivolto un appello all'Unione perché introduca un tetto massimo al prezzo del gas, strumento ritenuto indispensabile per proteggere consumatori e settore produttivo. Il ministro ha assicurato che l'Italia porterà questa istanza nei tavoli comunitari, fiducioso che una strategia coordinata a livello europeo possa produrre risultati più incisivi rispetto agli interventi nazionali isolati.
L'esecutivo si è impegnato a fornire risposte concrete entro pochi giorni, consapevole che la situazione rimane in rapida evoluzione e richiede decisioni tempestive. Tajani ha sottolineato l'importanza di una collaborazione stretta con gli altri Paesi europei, ritenendo che solo attraverso un coordinamento continentale sia possibile trovare soluzioni strutturali capaci di mitigare l'impatto dei rincari sul costo della vita.