Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha inviato una lettera ai massimi responsabili delle istituzioni europee con messaggi rassicuranti riguardanti il destino dell'oleodotto Druzhba, infrastruttura cruciale per l'approvvigionamento energetico di diversi paesi del continente. Secondo quanto comunicato dal leader di Kyiv, i lavori di riparazione consentiranno al condotto di ritornare al pieno regime operativo in circa un mese e mezzo, garantendo così il completo ripristino dei trasporti petroliferi attraverso questo arteria strategica.

La dichiarazione rappresenta un elemento di distensione nel contesto della disputa che vede contrapposti l'Ucraina da una parte e l'Ungheria e la Slovacchia dall'altra, proprio relativamente alle modalità e ai tempi di riparazione di questa infrastruttura vitale. La questione assume rilevanza particolare considerando le implicazioni geopolitiche legate alle forniture energetiche russe verso l'Europa Centrale e Orientale, territori dipendenti in modo significativo da queste rotte di approvvigionamento.

Tuttavia, il presidente ucraino ha introdotto una condizione fondamentale: il rispetto dei tempi programmati rimane subordinato all'interruzione delle operazioni militari russe che hanno già causato danni all'infrastruttura. Zelensky ha voluto enfatizzare che ulteriori bombardamenti o sabotaggi da parte di Mosca potrebbero compromettere seriamente i piani di recupero e prolungare indefinitamente i tempi di normalizzazione.

Al di là delle promesse relative alla riparazione del Druzhba, Kyiv ha sottoposto una proposta costruttiva volta a trovare soluzioni alternative nell'immediato. L'Ucraina si è infatti dichiarata disponibile a mettere a disposizione percorsi alternativi attraverso il proprio territorio nazionale per consentire il transito del petrolio russo destinato alle economie dell'Europa Centrale e Orientale. Una mossa che intende dimostrare la volontà ucraina di collaborazione nonostante il conflitto in corso e le tensioni economiche che ne derivano.