La successione alla guida dell'Iran è stata ufficializzata. Secondo fonti interne al Paese e confermato dalle agenzie di stampa locali, l'Assemblea degli Esperti – l'organismo responsabile dell'elezione della Guida Suprema – ha scelto Mojtaba Khamenei per succedere al padre. La designazione avrebbe ricevuto il sostegno determinante del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, principale forza militare della Repubblica.

Figlio di una delle figure più rilevanti della storia moderna iraniana, Mojtaba nasce a Mashhad nel 1969 e cresce negli anni cruciali della lotta rivoluzionaria contro il regime dello Scià Mohammad Reza Pahlavi. Suo padre, all'epoca sacerdote di rilievo, subisce ripetuti arresti e esili dalle autorità imperiali. Dopo il trionfo della Rivoluzione islamica del 1979, la famiglia trasferisce la propria base a Teheran, dove il giovane Mojtaba accede alla prestigiosa Alavi High School, scuola tradizionale nel formare i quadri dell'establishment iraniano.

La formazione intellettuale e religiosa di Mojtaba prosegue negli anni successivi tra Teheran e Qom, le due principali città della tradizione sciita iraniana. Qui studia accanto a maestri influenti del clero conservatore, incluso l'ayatollah Mohammad-Taqi Mesbah Yazdi. Durante il conflitto con l'Iraq, serve nel Battaglione Habib, dove stringe rapporti duraturi con figure destinate a assumere incarichi cruciali negli apparati di sicurezza e intelligence nazionale. Sebbene non abbia il rango di ayatollah, già dagli anni novanta esercita un'influenza crescente dietro le quinte dell'Ufficio della Guida Suprema.

Allo stesso tempo, Mojtaba diventa una figura controversa. Osservatori occidentali e rivali politici interni lo accusano di aver orchestrato manovre elettorali e operazioni di controllo interno. Nel 2019, l'amministrazione americana lo colpisce con sanzioni attraverso un ordine esecutivo. I media internazionali descrivono questo 56enne come una figura opaca ma dotata di reti politiche ramificate e legami solidi con i vertici militari conservatori.

La sua ascesa rappresenta un consolidamento del potere nelle mani dell'ala più rigida dell'establishment iraniano. Analisti internazionali lo paragonano al ruolo svolto decenni fa da Ahmad Khomeini, figlio della Guida Suprema Ruhollah Khomeini, suggerendo un modello di continuità del potere interno alla famiglia fondatrice dello Stato islamico. La nomina di Mojtaba segna quindi un passaggio di leadership che mantiene le strutture profonde del controllo politico e militare iraniano entro cerchie ristrette e storicamente consolidate.