La sfida energetica europea del prossimo decennio avrà il suo epicentro nel Mediterraneo. A sostenerlo è Stefano Besseghini, che ha guidato per anni l'Arera, l'autorità di regolazione del settore energetico italiano, analizzando uno scenario dove l'Italia e il resto del continente dovranno ripensare completamente le proprie strategie di approvvigionamento e produzione di energia.

Secondo l'esperto, la regione mediterranea rappresenta un'opportunità strategica per l'Italia e per l'Europa intera. In questo quadro, il Mezzogiorno assumerà un'importanza fondamentale, posizionandosi come zona cruciale per lo sviluppo delle infrastrutture e delle tecnologie energetiche del futuro. Besseghini sottolinea inoltre che l'Unione Europea dovrebbe intensificare i propri investimenti su fonti alternative e rinnovabili, passando attraverso soluzioni come il biometano e diversificando le modalità di approvvigionamento del gas.

Un elemento particolarmente rilevante riguarda l'introduzione di un nuovo meccanismo di determinazione dei prezzi basato su criteri territoriali. Questo sistema "zonale" produrrà effetti economici significativi: l'energia nel Sud costerà meno rispetto ad altre aree del Paese. Una differenza che potrebbe rivelarsi decisiva per attrarre nuove aziende nel Mezzogiorno, creando opportunità di sviluppo industriale e occupazionale.

Besseghini esprime anche apprezzamento verso alcune scelte del governo italiano in materia di politica energetica. In particolare, accoglie favorevolmente le decisioni riguardanti la revisione delle accise, ritenendo che queste misure vadano nella giusta direzione per favorire la competitività economica del Paese nel contesto della transizione energetica europea.