Aurelio De Laurentiis non usa mezzi termini per criticare Alessandro Giuli, ministro dei Beni Culturali. Nel corso della conferenza stampa odierna dedicata a «Scuola di seduzione», la nuova commedia di Carlo Verdone da lui prodotta e in arrivo il primo aprile su Paramount+, il noto imprenditore napoletano sferra un attacco diretto al titolare del dicastero. Secondo De Laurentiis, la gestione delle risorse economiche destinate al cinema rappresenta un fallimento gestionale.
«Se disponi di 650 milioni di euro ogni anno per sostenere il cinema italiano e non riusci neppure a suddividere questi fondi in base a competenze specializzate e differenziate, allora significa che non sei adatto a ricoprire l'incarico di ministro», ha dichiarato De Laurentiis. L'affondo dell'imprenditore colpisce proprio il cuore della gestione ministeriale: la capacità di distribuire le risorse in modo strategico e competente.
Le critiche del produttore sembrano riflettere una frustrazione più ampia del settore cinematografico italiano nei confronti delle scelte di governo. De Laurentiis, figura di spicco dell'industria culturale nazionale, appare intenzionato a sollecitare un cambio di rotta nelle politiche di sostegno al cinema, chiedendo implicitamente un coinvolgimento maggiore dei professionisti del settore nelle decisioni strategiche.
Le dichiarazioni sono giunte in occasione della presentazione di «Scuola di seduzione», progetto che rappresenta un investimento significativo nel comparto audiovisivo nazionale e che avrà una visibilità esclusiva sulla piattaforma Paramount+ dal prossimo mese. L'occasione pubblica scelta da De Laurentiis per criticare il ministro segnala quanto la questione dei finanziamenti al cinema sia centrale nel dibattito dell'industria culturale italiana in questo momento.