Un malfunzionamento organizzativo all'Officina trasfusionale dell'ospedale universitario di Torrette di Ancona ha portato allo smaltimento di materiale biologico prezioso. Secondo quanto emerso, diverse centinaia di sacche di plasma sono finite nella spazzatura perché non sono state congelate nei tempi previsti dopo il prelievo. Si tratta di un episodio che ha suscitato polemiche significative nella regione Marche, dato che quel plasma avrebbe potuto essere utilizzato per la ricerca scientifica, la produzione di medicinali salvavita o le trasfusioni ospedaliere.

Sulla portata del danno, però, le versioni divergono sensibilmente. Secondo l'anticipazione di Fanpage, il quantitativo scartato sarebbe stato considerevole: circa sei quintali di sacche. L'assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro, tuttavia, contesta questi numeri e sostiene che le sacche eliminate sono state complessivamente 300 unità da 250 grammi ciascuna, un volume comunque rilevante ma inferiore alle stime iniziali. Entrambi concordano che l'origine del problema risale ai primissimi giorni di marzo ed è legata a una carenza improvvisa di personale presso l'struttura.

Durante una conferenza stampa nel corso della sessione del Consiglio regionale incentrata sulla sanità, Calcinaro ha illustrato le misure di contenimento adottate. L'amministrazione ha deciso di potenziare il Dipartimento interaziendale regionale di medicina trasfusionale, incaricato di coordinare l'intera attività su tutto il territorio marchigiano. Nel breve termine, sei operatori aggiuntivi sono stati assegnati all'Officina interessata: quattro provenienti dall'Azienda sanitaria territoriale di Ancona e due dallo stesso ospedale di Torrette. Calcinaro ha sottolineato come la priorità sia stata mantenere attiva la raccolta del sangue, per non inviare un messaggio di instabilità ai donatori.

L'assessore ha inoltre annunciato l'istituzione di una commissione interna destinata a fare chiarezza sui dettagli dell'accaduto e a identificare le responsabilità. Al contempo, la giunta regionale intende procedere con assunzioni permanenti nei prossimi mesi per risolvere strutturalmente il problema della dotazione insufficiente di risorse umane. La mancanza di personale presso il Dipartimento era stata già segnalata in passato, in particolare dal gruppo del Partito Democratico nel corso del 2024.

La vicenda rappresenta un campanello d'allarme sulla fragilità del sistema trasfusionale marchigiano, dove l'equilibrio tra domanda di prestazioni e disponibilità di risorse si è rivelato critico. Le autorità sanitarie ora tentano di ripristinare la fiducia dei donatori e dell'opinione pubblica, consapevoli che situazioni come questa rischiano di compromettere la partecipazione ai programmi di donazione.