La macchina della giustizia si mette in movimento nel processo legato alla morte dei tre ragazzi travolti dalla piena improvvisa del torrente Natisone. Nel corso dell'udienza odierna presso il tribunale di Udine, il giudice ha tracciato le linee guida per lo svolgimento del dibattimento, definendo il numero complessivo di persone che potranno deporre in aula nei prossimi mesi.

Secondo le decisioni del magistrato, la Procura e le parti civili costituitesi nel procedimento potranno contare su un massimo di 20 testimoni complessivi. Per ciascuno dei tre vigili del fuoco imputati nel caso è stato fissato un limite di 10 testimoni a testa. La difesa dell'infermiere della Sores, l'agenzia regionale di emergenza sanitaria, ha invece ottenuto l'ammissione di tutti i testimoni proposti, che ammontano a circa sei persone. Nel complesso, si prevedono pertanto intorno a una cinquantina di deposizioni durante il corso del processo.

La corte ha inoltre deciso di sottoporre a valutazione due filmati di particolare importanza per la ricostruzione dei fatti. I video documentano il tempo necessario per raggiungere in elicottero il sito dove si è consumata la tragedia partendo dall'aviosuperficie più vicina, situata a Pasian di Prato. Questo elemento potrebbe risultare cruciale per determinare la tempestività dell'intervento di soccorso.

Il vero inizio dell'istruzione dibattimentale è stato rinviato a giovedì 4 giugno, quando comparirà il primo gruppo di testimoni. Una seconda sessione è già stata calendarizzata per giovedì 18 giugno. Il processo proseguirà dunque con un calendario fitto di udienze, nel quale verranno ascoltate deposizioni, esaminate prove e discussi gli aspetti tecnici della tragedia che ha scosso la comunità friulana.